di Marco Brunacci
PERUGIA – Sanità bollente. Prima la bocciatura da parte della maggioranza della Asl unica a Foligno. E già qui è successo tanto.
Dopo, il ciclone Presciutti, il vicepresidente Pd della Provincia di Perugia e sindaco di Gualdo, che ha messo in fila gli elementi di un progetto organico di riforma per l’Umbria con diminuzione a 5 degli ospedali operativi umbri (solo gli attuali Dea di III livello) e destinazione a centri servizi degli altri 12.
Ecco ora che si attende un documento della segreteria regionale del Pd, così almeno insistono a dire “voci” insistenti.
Ma l’appuntamento da non mancare è quello col report sul Piano sanitario regionale da parte dell’Università di Perugia.
A quel che si sa, il rettore Marianelli, diretto interlocutore della presidente Proietti, ha già tutte le indicazione dei suoi tecnici. Si tratta di fare la sintesi e proporre correttivi al Piano e nuove idee.
Molto atteso il confronto sulle due Aziende ospedale dell’Umbria, quella di Perugia e quella di Terni, che Presciutti propone di unificare in un’Azienda unica che sia realmente Perugia-Terni, forte delle migliori professionalità delle due città capoluogo umbre.
Ma ci sono capitoli attinente che possono essere di particolare importanza per delineare le future linee della sanità regionale. Prima fra tutte l’eventuale nascita di una Irccs, che è una scelta essenzialmente dell’Università, anche se in confronto con la Regione.
E qui va fatto presente che l’unico approfondimento rispetto all’Irccs (Istituto di alta ricerca) finora fatto dell’Università riguarda il tema – che citiamo per esteso come da titolo del dossier relativo – “Intervento integrato di cura e ricerca per la persona con vulnerabilità, fragilità e patologia complessa”. Sarà della stessa idea la Regione?
Ci sono poi temi specifici anche di grande interesse. Uno su tutti: che fine farà la ricerca sulle cellule staminali di Terni?
Infine, in margine alla sanità, una nota di ieri della Regione un po’ di stupore lo crea.
Riguarda Pentima, una sorta di villaggio-satellite di Terni, sul quale la Regione ha investito e rispetto al quale l’Università, che dovrebbe portare lì le sue forze ternane migliori, non mostra di avere alcun feeling.
Anzi, il tosto rettore Marianelli ha avuto modo di fare un discorso lineare come non mai: l’Università vuol puntare su Terni, ma vuole coinvolgere la città, quindi ritiene sia indispensabile una sede in mezzo alla città, non ai margini. Si può dar torto al rettore?
E’ quindi francamente difficile capire a cosa sia servito lo show di ieri dell’assessore De Rebotti, con la supporter Michelini al seguito, per ribadire il ruolo che Pentima ha, con ogni evidenza, solo per la Regione


