PERUGIA – Svelato il programma della seconda edizione del Festival internazionale della Parità di genere, in programma dal 4 al 9 maggio.
Alla conferenza stampa sono intervenuti anche la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, il segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria Federico Sisti, il prorettore dell’Università degli Studi di Perugia Alceo Macchioni, l’assessora alle pari opportunità del Comune di Perugia Costanza Spera, il direttore di Rai Umbria Giovanni Parapini e la coordinatrice del Festival Giuseppina Bonerba. La presidente Proietti e il vicepresidente Bori hanno portato anche il saluto dell’assessora regionale alle pari opportunità, Simona Meloni.
Il Festival, promosso dall’Associazione Intersezioni ETS e coordinato da Giuseppina Bonerba, docente di semiotica dell’Università degli Studi di Perugia, con il contributo di Rita Zampolini e Pia Fanciulli, torna dopo il successo della prima edizione con un programma ampliato: sei giorni, circa sessanta eventi e oltre duecento speaker, tra panel, laboratori, incontri con autori, workshop, lezioni aperte nei dipartimenti universitari, proiezioni, mostre, teatro, musica e stand up comedy. Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso libero. La manifestazione coinvolgerà Perugia, Terni e Foligno, con l’obiettivo di decostruire stereotipi e pregiudizi, denunciare violenze e ingiustizie, proporre nuovi paradigmi e promuovere una società più equa, inclusiva e sostenibile.
L’iniziativa ha il patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Perugia, della Camera di Commercio dell’Umbria, dell’Università degli Studi di Perugia, dell’OSCE di Vienna – Organization for Security and Co-operation in Europe – e di vari enti e associazioni.
“Il Festival internazionale per la parità di genere – ha detto Proietti – è uno spazio di lavoro pubblico, civile e istituzionale su una delle grandi questioni del nostro tempo. Lavoriamo affinché la parità diventi pratica quotidiana: nelle istituzioni, nel lavoro, nella scuola, nella ricerca, nell’impresa, nella cura, nei linguaggi e nelle relazioni sociali. Questa seconda edizione conferma la forza di un progetto che cresce e che sceglie di affrontare il tema della parità in modo reale, multidisciplinare e internazionale. Il programma tiene insieme diritti, cultura, urbanistica, clima, lavoro, economia, scienza, intelligenza artificiale, disabilità, nuove generazioni e rappresentanza. È esattamente questo il punto: la parità di genere attraversa tutte le politiche pubbliche e tutti gli ambiti della vita collettiva. Non è un settore separato, ma una condizione essenziale per costruire una società più giusta, più libera e più sostenibile”.
La presidente ha quindi richiamato la storia dell’Umbria nella rappresentanza femminile ai vertici istituzionali: “Oggi abbiamo una presidente della Regione e una presidente dell’Assemblea legislativa, e questo è un segno rilevante. Ma sarebbe un errore pensare che la presenza delle donne nelle istituzioni esaurisca il tema. C’è ancora molto da fare nella piena partecipazione al lavoro, nella parità salariale, nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nella distribuzione del carico di cura, nel contrasto alla violenza, nell’accesso alle carriere, nella possibilità per ogni persona di esprimere liberamente il proprio talento”.
“Il Festival – ha aggiunto Proietti – ha il merito di portare questi temi nei luoghi in cui si forma la coscienza civile: scuole, università, spazi culturali, sedi istituzionali, imprese, luoghi della ricerca e della partecipazione. È importante anche la presenza delle giovani generazioni, perché il cambiamento culturale non si impone dall’alto, ma si costruisce attraverso consapevolezza, educazione, confronto e responsabilità condivisa. Come Regione Umbria sosteniamo con convinzione questo percorso. Crediamo che il Festival possa diventare un laboratorio permanente di buone pratiche e di nuove idee, capace di produrre effetti anche oltre i giorni della manifestazione”.
“Anche quest’anno diamo un sostegno importante alla realizzazione di un evento che cammina di pari passo con la nostra attività istituzionale – ha dichiarato l’assessora regionale alle Pari Opportunità, Simona Meloni, a margine dell’evento. Stiamo infatti lavorando a una legge sull’affettività, che attinge direttamente dall’esperienza della legge sull’educazione all’affettività approvata dalla Puglia e che rappresenta un testo molto innovativo e necessario. La Regione Umbria nel 2015 ha approvato una legge sulla parità di genere molto avanzata; nella scorsa legislatura è stata poi approvata all’unanimità la legge contro la discriminazione. Ora serve un passo ulteriore sull’educazione affettiva, su cui stiamo lavorando insieme alla consigliera Maria Grazia Proietti e che speriamo possa vedere la luce quanto prima”.
La presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, ha evidenziato come il Festival sia un luogo in cui costruire ciò che ancora manca o deve essere rafforzato. “Una società più equa, più giusta e più civile – ha detto – non può prescindere dalla parità di genere, che deve articolarsi in tutte le fasi e in tutti gli ambiti della vita di una donna”.
La presidente dell’Assemblea Bistocchi ha richiamato la necessità di contrastare la violenza contro le donne, ma anche di affrontare le disuguaglianze nell’accesso al lavoro, nelle carriere, nei salari, nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. “Parità di genere – ha aggiunto – significa non dover scegliere tra conservare un lavoro e avere un figlio, o tra conservare un lavoro e assistere una persona anziana. Significa non sentirsi chiedere, durante un colloquio, se si intende avere un figlio. Le istituzioni regionali sono pronte a farsi carico di questa responsabilità con sensibilità, attenzione e senso delle istituzioni”.
Il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, ha posto l’accento sulla radice culturale e sociale delle disuguaglianze, richiamando il pensiero di Stefano Rodotà e il tema della democrazia che non può fermarsi “sulla soglia di casa”. “La discriminazione – ha osservato – nasce spesso nelle relazioni interpersonali più intime, nel privato della famiglia d’origine o d’elezione, per poi riflettersi nello spazio pubblico. Per questo ogni fatto disparitario, anche quando appare privato, è sempre un fatto politico”.
Il vicepresidente Bori ha sottolineato che la questione di genere non riguarda soltanto la rappresentanza nelle cariche pubbliche, ma anche la distribuzione del lavoro di cura, che continua a gravare in larga parte sulle donne. “Finché la cura degli anziani, dei bambini, delle persone con disabilità e delle fragilità sarà considerata un dovere naturale di un solo genere – ha detto – non ci sarà legge elettorale o quota rosa capace, da sola, di scardinare la discriminazione profonda che nasce nel silenzio delle case. La casa deve essere luogo di democrazia, libertà ed emancipazione”.
Nel corso della conferenza stampa è stato evidenziato anche il ruolo della Camera di Commercio dell’Umbria. Federico Sisti ha ricordato il percorso avviato con la prima edizione e il valore di un Festival che si consolida come appuntamento stabile, diffuso e radicato. Tra i temi richiamati anche quello delle imprese, della certificazione della parità di genere, delle società benefit e di un modello economico capace di guardare non solo al profitto, ma anche alla restituzione sociale, all’inclusione e alle pari opportunità nei luoghi di lavoro.
“Questa seconda edizione – ha dichiarato in chiusura Giuseppina Bonerba, coordinatrice del Festival – rappresenta un salto di qualità strategico. Abbiamo costruito un programma più ampio, più diffuso e più internazionale, grazie a una rete di partenariati che unisce istituzioni, associazioni, terzo settore, università, scuole, imprese e organismi internazionali. Il nostro obiettivo è parlare di parità, ma soprattutto praticarla, trasformando il Festival in un luogo stabile di confronto, formazione e responsabilità condivisa”.


