R.P.
BASTIA UMBRA (Perugia) – Mentre si attende il resoconto ufficiale, che avverrà solo nei prossimi giorni, trapela grande ottimismo dal centro fieristico regionale di Umbriafiere a Bastia Umbra. Molta la soddisfazione da parte dello staff della società che organizza da oltre mezzo secolo Agriumbria per la riuscita di un evento di tale proporzione, che nella giornata di domenica – stando alle prime analisi dei flussi – si sta confermando l’affluenza record, quella del 2019, con il superamento delle 85 mila presenze.
Un dato che da solo proietta l’edizione 2023 come quella della vera ripartenza, per la fiera di settore più grande del centro sud Italia, prima a livello nazionale per il comparto zootecnico. Quello di Agriumbria è un fenomeno ampiamente riconosciuto dai principali operatori italiani, che trovano proprio in questa mostra il luogo principe per accordi, contratti e sinergie.
E sono state davvero tantissime le persone, provenienti da tutte le parti d’Italia (presenze maggiori dal centro sud), che sono arrivate nel polo fieristico di Bastia Umbra sin dalle prime ore di domenica. Tanti operatori, ma anche tante famiglie con bambini che, come da tradizione, hanno letteralmente invaso le corsie degli animali, quelle dei bovini soprattutto.
VERSO BARI
Inoltre, sarà Agriumbria, l’evento fieristico di riferimento nazionale per il settore agrozooalimentare e primo in assoluto per quanto riguarda la zootecnia, ad organizzare la sezione dedicata alla filiera zootecnica di Agrilevante, l’esposizione internazionale dedicata all’agricoltura mediterranea, che si terrà a Bari dal 5 all’8 ottobre 2023.
Una partnership importante, quella con Federunacoma, che conferma Agriumbria uno dei player principali del mercato. Lo spazio, organizzato in collaborazione con Aia e Ara Puglia, con il supporto di Agrilevante – ospiterà uno spaccato della ricca biodiversità zootecnica italiana con l’esposizione di oltre 400 capi e lo svolgimento di concorsi e rassegne delle principali razze bovine da latte e da carne, bufaline, ovine, caprine, equine e cunicole, con particolare attenzione a quelle tipiche del sud Italia.


