Bivacchi e degrado sulle scale della chiesa di Sant’Alò

Tra gomme da masticare e bottiglie di birra, la denuncia di Carlo Favetti

di Carlo Favetti

TERNI – Sulla scalinata della chiesa di Sant’Alò è ormai di uso a bivacco e ciò e dimostrato dalla presenza di mozziconi di sigarette, bottiglie di birre e tanto altro. Il portone di accesso ormai è pieno di scritte con parole poco edificanti, addirittura una gomma da masticare e’ stata conficcata nella serratura. È vergognoso tenere così un edificio di grande valore non solo spirituale e religioso, ma soprattutto storico artistico.

Ma andiamo a vedere il valore del monumento. Infatti e’ uno dei gioielli d’arte e di storia ternana, senza dubbio la chiesa del rione Rigoni, ossia questa di Sant’ Alo’ (Alojsius). Sembrerebbe che sia stata edificata sopra il tempio della dea Cibele, come testimoniato dai quattro leoni in pietra incastonati sulla parete della facciata. Sant’ Alojsio e’ il patrono degli orafi vissuto nel VI secolo, in epoca merovingia. L’edificio in origine era dedicato a San Pietro e, in origine, aveva tutto un altro ingresso, ma a causa della costruzione di un palazzo, l’ ingresso è stato spostato sulla parete laterale ad uso a tutt’oggi. La chiesa fu concessa nel 1287 dal vescovo Tommaso ai monaci eremitani di Sant’ Agostino; nel 1300 fu realizzato il convento nelle immediate vicinanze della chiesa. Nella seconda metà del XV secolo l’edificio passò alle monache francescane; nel 1646 passò in commenda ai Cavalieri dell’ Ordine di Malta. Il Cardinale Rapaccioli nel 1656 soppresse la parrocchia; fu aggregata a quella di Santa Croce nel 1661. Nel 1959 viene ufficializzata dalle Clarisse, fino a qualche anno fa, quando il vescovo di Terni la concessa alla comunità Ortodossa. Come abbiamo detto, l’attuale ingresso, laterale, e’ affiancato da due leoni di epoca romana; molto materiale archeologico e’ incastonato sia sulle pareti esterne che all’interno della chiesa. L’ interno e’ a tre navate, divise da colonne a blocchi; materiale lapideo d’ epoca romana; abside voltata a botte. Sulla sinistra e sulla destra delle pareti un ciclo di affreschi con varie teorie di Santi, databili dal XII al XV secolo. Affreschi anche sui pilastri e sulle colonne. Sulla parete di sinistra si può scorgere Santa Maria Maddalena, Santa Caterina d’ Alessandria, ecc.. L’ ara pagana decorata con rilievi di ghiande e bucrani funge da acquasantiera. Sulla parete, nel registro superiore tra i frammentari affreschi si può scorgere un San Silvestro papa; sul lato destro, serie di altri affreschi purtroppo scalpellini. Nel registro inferiore i Santi Leonardo, Antonio Abate, Sebastiano, Madonna col Bambino, Sant’ Ansano, Giovanni Battista, Francesco d’Assisi, Lucia. Affreschi restaurati e mantenuti in buono stato di conservazione. Un vero gioiello di edificio che merita una valorizzazione maggiore. Una sovrapposizione di stili, di epoche e di culti che non hanno per nulla sminuito il valore intrinseco e storico artistico. Probabilmente l’edificio ritornerà ad uso della Curia ternana. Intanto si stanno svolgendo i lavori di recupero e riqualificazione degli stabili un tempo centro conventuale adiacenti alla chiesa.

Cardeto by night, ecco il parco illuminato

Ancora minacce in ospedale. L’ultima è quella di un papà: «Ho un fucile»