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Pedopornografia: i numeri che fanno tremare l’Umbria. È allarme adescamenti online

Ragazzini a rischio anche a meno di 10 anni: chat e gaming i luoghi virtuali più pericolosi

PERUGIA – Settantanove siti pedopornografici segnalati per l’oscuramento nel 2022, con 32 persone indagate per reati di natura pedopornografica (28 a Perugia e 4 a Terni) l’anno passato e trentuno ragazzini, tra 9 e i 17 anni, adescati online nel triennio 2020/2022.

Sono alcuni dei numeri forniti dalla polizia postale in occasione della Giornata nazionale contro la pedopornografia. La lotta all’abuso sessuale online in danno di minori diventa sempre più puntuale nel cercare di porre un argine a fenomeni gravi quanto complessi: cresce il numero dei soggetti adulti arrestati per reati di pedopornografia, adescamento online e abuso sessuale di minori. Si tratta di soggetti ad alto livello di pericolosità poiché colti in flagranza di reato, perché detentori di grandi quantità di materiale pedopornografico o in quanto abusanti di bambini e ragazzi nelle loro disponibilità. Sono spesso uomini, con un’età inferiore ai 50 anni, che in maniera sistematica, sfruttano le caratteristiche tecniche dei diversi servizi di rete per assicurarsi il miraggio dell’anonimato e dell’impunità.

L’adescamento si riconferma come un fenomeno preoccupante che investe fasce di età sempre più precoci, nei luoghi della massima sicurezza percepita, come le chat con i compagni di scuola e le piattaforme di gaming . Sono le vittime più fragili e fiduciose verso gli altri, anche quando sconosciuti, e sono quelli che hanno il rapporto più spontaneo e naturale con le nuove tecnologie.
Per questo appare quanto mai urgente proteggerli dalle attenzioni deviate di soggetti adulti, che si concentrano proprio dove la presenza di minori è più cospicua. I genitori sono il primo baluardo di sicurezza per bambini e ragazzi ed hanno, nell’ascolto e nel dialogo, gli strumenti più potenti per rendere la tutela dei bambini una realtà e la loro sicurezza un fatto.

Il Dossier “Dentro i numeri: la lotta alla pedofilia online” contiene non solo numeri in grado di raccontare un rischio attuale ma vuole descrivere un sistema di tutela come quello portato avanti dalla Polizia Postale, fatto di sinergie interistituzionali e attività multidisciplinari nelle quali la commistione dei saperi e degli impegni miri a costruire soluzioni possibili ed efficaci.
La rete è oggi il luogo del progresso e dello sviluppo delle società ma è diventata anche strumento di amplificazione della minaccia all’infanzia e all’adolescenza: la protezione dei bambini e dei ragazzi da ogni forma di abuso sessuale è possibile, può diventare realtà se si rompe il silenzio, se si creano alleanze, se si condivide la responsabilità di proteggerli anche online, sempre.

«Oggi siamo tutti interconnessi e persone di ogni età utilizzano il web per esprimere la propria personalità e per intrattenere le più semplici interazioni quotidiane – dichiara il dirigente del Centro operativo per la sicurezza cibernetica Umbria, il vice questore Michela Sambuchi -. Il crescente impiego della rete certamente rappresenta un volano formidabile per ogni forma di comunicazione, ma necessita altresì di una costante cura nel suo uso al fine di garantire libere e consapevoli forme di comunicazione . In questo approccio la Polizia Postale si è prefissata l’obiettivo di contrastare il cybercrime in tutte le sue forme con metodi interdisciplinari , rivolgendo massima attenzione alle categorie fragili tra cui i nostri ragazzi. Un riscontro positivo sicuramente si è avuto dalle campagne di sensibilizzazione svolte dagli operatori del Centro Operativo di Perugia e Terni che hanno saputo coinvolgere gli adolescenti delle scuole primarie di secondo grado e le scuole secondarie del territorio regionale suscitando un vero interesse, elevando il grado di responsabilizzazione nell’uso della Rete».

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