Redazione Terni
TERNI – Per carità non si risolveranno i conti del dissesto o i debiti milionari delle partecipate ma è comunque un tesoretto.
Il Comune di Terni e le sue partecipate in questi giorni stanno incassando almeno cinquantamila euro. Sono i debiti che alcuni consiglieri comunali e un assessore hanno nei confronti di Palazzo Spada e delle sue aziende. La norma dice che è causa di incompatibilità avere contenziosi economici con il Comune. E multe stradali non pagate, Imu non saldata, rette delle mense dei figli dimenticate, bollette scadute e l’occupazione di suolo pubblico, per non parlare della Tari, rappresentano un problema.
Dalla ricognizione effettuata dalla Segreteria Generale del Comune che si è interfacciata con tutti gli uffici comunali e con le aziende pubbliche, risultano almeno 15 posizioni da regolarizzare.
Non è impossibile farlo: basta pagare. Per la maggior parte dei casi si tratta di importi modesti, in alcuni casi si arriva però a migliaia di euro. Una corsa al bonifico. Fermo restando le difficoltà economiche personali. Nulla a che vedere con il dossier numero uno, quello che riguarda le incompatibilità del numero uno del comune: il sindaco. Le ultime indiscrezioni danno però Stefano Bandecchi molto tranquillo sul punto: lunedì 19 la sua maggioranza respingerà ogni questione legata alla incompatibilità del primo cittadino. Poi, eventualmente, la vicenda diventerà un contenzioso di tipo civilistico, in quanto la competenza è del tribunale. In caso di pronunciamento avverso al sindaco, in caso di decadenza entra in scena il vicesindaco fino alla indizione delle elezioni anticipate. I beni informati parlano di una vicenda che complessivamente può durare anche più di un anno. Le europee a giugno 2024 sono sicuramente in salvo. Le regionali ad ottobre 2024 forse


