AU. PROV.
TERNI – Un colloquio di circa un’ora tra Giorgia Meloni e Alessandro Giuli, il ministro della cultura che ha azzerato il suo staff il giorno della festa della mamma. Un faccia a faccia incentrato anche su quel licenziamento improvviso, che finisce con il rinnovato impegno da parte della premier a sostenere l’azione del capo del dicastero di via del Collegio Romano. Giorgia Meloni, insomma, non ha avuto nulla da ridire rispetto alla decisione presa da Gili la domenica e formalizzata lunedì mattina, con la trasmissioni degli atti di revoca a Emanuele Merlino e Elena Proietti. Nel corso della giornata, altri pezzi da novanta di Fratelli d’Italia come il ministro da Francesco Lollobrigida e Arianna Meloni, si erano espressi sulla vicenda, definendo legittimo l’operato di Giuli. E sempre nella stessa giornata Elena Proietti avrebbe auto dai rassicurazioni sul fatto che per lei è già stato individuato un incarico organizzativo all’interno del Governo. La consigliera comunale, non parla. Lunedì non si è neppure presentata in consiglio comunale.
La conferma è comunque racchiusa nelle parole del ministro Lollobrigida, che dopo aver ricordato che « non è né la prima volta che accade una cosa del genere», spara: «Ritengo che sia Emanuele Merlino che Elena Proietti sapranno essere utili in altri ruoli nell’ambito istituzionale poiché la loro esperienza e capacità è, per quanto mi riguarda, indiscussa».


