Il bracco Pepe fa centro e trova un mega tartufo di oltre un chilo nelle campagne dell’Alta Umbria

Gli esperti del settore: «Meraviglie della natura che fanno ben sperare per la prossima stagione»

CITTA’ DI CASTELLO (Perugia) – Col suo fiuto è riuscito a trovare un vero e proprio tesoro. Ottimo lavoro per il bracco Pepe che nelle campagna intorno a Città di Castello ha scovato tartufo scorzone  nero estivo da record.

Un vero e proprio ritrovamento da primato per Romolo Lazzari e il suo fidato compagno di avventura a quattro zampe. Lazzari, 79 anni, da oltre quattro decenni si dedica alla ricerca del prelibato simbolo e prodotto del territorio, ritagliandosi sempre in ogni stagione qualche ora con il proprio cane nei boschi, fra famiglia e lavoro. Esperto tipografo, poi fondatore assieme ai figli, Francesca e Stefano, della Bottega Tifernate (azienda leader a livello internazionale nella riproduzione di opere d’arte) ha coltivato fin da giovane la passione per la ricerca del tartufo ed ora ammette fra gioia e commozione di non aver mai visto nulla di simile nella sua vita.

«Una meraviglia della natura – ha esclamato Lazzari –  che al peso della bilancia sfiora il chilo e cento grammi (1 chilo e 79 per la precisione) di unica pezzatura che aveva collegati altri due tartufi di oltre due etti. Si tratta del tartufo estivo, “scorzone” (Tuber aestivum Vittad.) la cui ricerca in Umbria è stata autorizzata dal calendario dalla fine del mese di maggio».

Come precisa Lazzari «il merito non è mio ma del cane Pepe, un bracco pointer di sei anni che ha notato subito, grazie al fiuto da grande campione, il profumo di quel tartufo. Quando con il vanghino l’ho aiutato a tirarlo fuori dal terreno non credevo ai miei occhi. Pensavo si trattasse di un tartufo di bella pezzatura, notevole ma non così grande, non finivo di togliere la terra attorno tanto era esteso e poi accanto c’erano collegati altri due tartufi più piccoli, si fa per dire, di oltre due etti di peso».

Dopo il ritrovamento record è arrivata la meritata ricompensa per il cagnolone: «E’ stata una soddisfazione immensa – ha detto Lazzari – ed ho subito ricompensato Pepe con una buona dose di crocchette, senza il suo fiuto non sarebbe mai stato possibile individuare quel tartufo gigante».

Per condividere la gioia di questo evento, l’esperto cavatore ha già predisposto assieme alla moglie assaggi per i familiari, amici e qualche vicino di casa. Un bel gesto per festeggiare con più persone un record personale che rimarrà per sempre nel suo cuore.

«Queste notizie fanno bene al settore e sono senza dubbio di buon auspicio anche per la prossima apertura della ricerca della trifola a fine settembre – sentenzia Giuliano Martinelli, imprenditore di fama internazionale, presidente regionale del comparto alimentare della Cna Umbria, uno che di tartufi se ne intende – la stagione si apre con buone premesse, pioggia alternata a sole e caldo è un toccasana naturale per la creazione estiva delle spore della trifola che, a meno di clamorosi cambi di temperatura, dovrebbe esserci in abbondanza in autunno dopo due anni di scarsità di prodotto e prezzi alle stelle. Se sarà così il 2023  sarà speriamo ricordato come una stagione di abbondanza»,

Da due anni la “cerca e cavatura del tartufo”, che in Alta Valle del Tevere coinvolge oltre 1.000 appassionati con giovani e donne sempre più numerosi nei boschi del territorio,  oltre 4000 cani, i migliori di diverse razze, sono diventate patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, e tutto il settore punta a divenire sempre più il faro dell’economia e della promozione del territorio con al centro eventi come la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di Città di Castello, giunta alla 43esima edizione che «sarà anche l’occasione per entrare in contatto con la cultura del luogo, con i suoi piatti tradizionali, con la tradizione rurale e produttiva, in un contesto di grande valore paesaggistico», precisa l’assessore al turismo e commercio del Comune di Città di Castello, Letizia Guerri.

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