Redazione Terni
TERNI – «Tra un anno e mezzo ci vediamo a Perugia». Ormai da un po’ di tempo Stefano Bandecchi saluta così i suoi interlocutori. Ad iniziare da quelli che magari a Perugia già ci sono per incarichi istituzionali o tecnici.
Il patron di UniCusano è convinto che dopo il colpaccio Palazzo Spada possa agguantare anche il super colpaccio: Palazzo Donini. Il sondaggio, quello con il click su una piattaforma, lo dà al 10 per cento a Perugia e 12 per cento in Umbria.
Un dato significativo ma non sconvolgente. Scorrendo Eligendo – il sito del ministero che fa da archivio storico – si scopre che nel 2015 il M5S con il 15 per cento prese due consiglieri. Quindi con
il 10 Bandecchi rischia di rimanere addirittura a bocca asciutta. Ma il punto forte del patron di UniCusano sono le campagne elettorali. E a settembre partirà l’offensiva. Si voterà tra febbraio e marzo 2025 per allinearsi con le altre regioni. Nel 2019 infatti si è votato con sei mesi di anticipo per le note vicende delle dimissioni dell’allora presidente Marini.
Bandecchi con la sua macchina da combattimento sta arruolando nuove truppe. Non c’è solo la candidata del Pd Barbara Margheriti che è recentemente entrata in Alternativa popolare. A settembre ci sarà almeno un altro arrivo dal mondo della sinistra, compreso quello sindacale. Ma è nel centrodestra che Bandecchi continuerà a pescare a piene mani. Ha in mano una calamita potente: la possibilità di diventare consigliere regionale. Una attrazione forte per tutti quegli esponenti del centrodestra che sono delusi dai partiti di appartenenza e in alcuni casi li hanno già lasciati.
La Lega a Terni – tra saluti e annunci di nuove associazioni – è il fantasma del Carroccio che cinque anni fa ha spopolato. Ma anche in Forza Italia qualcuno sta pensando seriamente di traslocare.
Persino in FdI ci sono mal di pancia. La batosta elettorale è stata durissima e la gestione del post voto neanche è stata accennata. Tutto terreno fertile per Stefano Bandecchi.


