In Umbria la carica dei baby imprenditori: quasi 7mila imprese di giovani tra 18 e 35 anni

La situazione comune per comune. Il dato umbro è perfettamente il linea con il dato nazionale. Sul podio ci sono Orvieto, Gualdo Cattaneo e Monteleone di Spoleto. Ma ancora c’è tanto da fare

PERUGIA – Sono quasi 7mila (6.900 per l’esattezza) le imprese in Umbria che sono guidate da giovani tra i 18 e i 35 anni. E’ quanto emerge da una indagine dalla Camera di commercio dell’Umbria effettuata su dati Istat. I numeri del cuore verde sono perfettamente in linea con il resto d’Italia. Nel confronto con le altre regioni l’Umbria in tema di imprese giovanili (4,7 imprese per ogni 100 ragazzi) è nella media nazionale (che si attesta al 4,8), con la provincia di Terni (5,1) che mostra un dato più elevato di quella di Perugia.

IL PODIO

Orvieto per i comuni sopra 15mila abitanti, Gualdo Cattaneo per quelli tra 5mila e 10mila residenti e Monteleone di Spoleto per i municipi fino a 5mila abitanti sono i tre territori sul gradino più alto del podio, nelle rispettive categorie, per tasso di imprenditoria giovanile, ossia per numero di imprese giovanili registrate ogni 100 residenti giovani, ossia compresi nella fascia di età 18-35 anni.

SOPRA I 10MILA ABITANTI

Il podio più alto, tra i comuni umbri sopra i 10mila abitanti, spetta a Orvieto (5,8 imprese giovanili ogni 10mila). Al secondo posto si piazza Todi (5,6), al terzo Castiglione del Lago (5,4). Si noti che i tre municipi umbri sul podio nella fascia dei comuni sopra 10mila abitanti sono tutti caratterizzati da un peso elevato del turismo nell’economia municipale e i valori superiori alla media delle imprese giovanili registrate possono essere collegati al mercato generato, in vari settori, dalla spesa turistica, con l’apertura di spazi e opportunità per i giovani. Insomma, i tre comuni non sono tra quelli in cui, in termini di imprese giovanili, c’è parecchio luccichio ma poco oro. Alle loro spalle completano il quintetto della “Top Five” i comuni di Terni (5,4) e Gualdo Tadino (5,3). In coda, sempre tra i comuni con più di 10mila abitanti, San Giustino (2,8), Magione (4) e Perugia (4).

COMUNE TRA I 5MILA E I 10MILA ABITANTI

Nella fascia tra 5mila e 10mila abitanti in Umbria il podio più alto sulle imprese giovanili va a Gualdo Cattaneo con 5,8 aziende rette da giovani 18-35 ogni 100 residenti in questa fascia d’età. Il secondo podio lo conquista invece Trevi (5,3) e il terzo Passignano sul Trasimeno (5). La “Top Five” è completata da Montefalco (4,9) e Nocera Umbra. È da rilevare come Gualdo Cattaneo, nella fascia dei comuni umbri tra 5mila e 10mila abitanti, abbia conquistato – come emerso in un precedente rapporto della Camera di Commercio dell’Umbria – anche il primo posto nel tasso di imprenditorialità generale, ossia il numero di imprese totali ogni cento abitanti.

PICCOLI CENTRI

Nella categoria dei comuni più piccoli della regione, sotto i 5mila abitanti, il podio più alto spetta a Monteleone di Spoleto (13,4 imprese giovanili ogni 100 residenti tra 18 e 35 anni). Seguono Sant’Anatolia di Narco (11,2), Norcia (10,4), Calvi dell’Umbria (7,2) e Giano dell’Umbria (6,9)
Ovviamente va considerato che, nei comuni più piccoli, basta la nascita o la scomparsa di poche imprese a determinare sbalzi molto forti del tasso di imprenditorialità, per cui la graduatoria dell’imprenditorialità giovanile è molto meno stabile rispetto ai municipi con una consistenza ben maggiore di residenti.

DOVE CI SONO MENO IMPRESE GIOVANILI

Al di là delle fasce di municipi per abitanti, è interessante anche andare a vedere il fondo della classifica generale regionale del tasso di imprenditorialità giovanile, sempre tenendo presente che per i comuni piccoli il dato può variare rapidamente alla nascita o alla chiusura di un pugno di aziende.
Va notato che, tra i dieci comuni dell’Umbria a minore tasso di imprenditorialità giovanile, c’è anche una realtà con oltre i 10mila abitanti (San Giustino), che peraltro è tra gli ultimi anche nel tasso di imprenditorialità generale (come emerso nella già citata precedente indagine della Camera di Commercio dell’Umbria). Le altre nove posizioni di coda sono tutte occupate da municipi con meno di 5mila abitanti. La graduatoria vede fanalino di coda Citerna (2,4); subito sopra ci sono Alviano (7,6), Lugnano in Teverina (2,8), Fratta Todina (3,1), Porano (3,1), Allerona (3,4), Sigillo (3,4). Quindi, pari merito con un indice di 3,5, San Gemini, Montecchio e Ferentillo.
Per il presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, i dati dell’indagine «ci consegnano la realtà di un’Umbria che, su tale fronte, è nella media nazionale e, ancor meglio, è nella sezione della graduatoria dove ci sono tutte regioni del Centro-Nord. Questo perché, a parte la Liguria, i numeri più elevati di imprese giovanili ogni 100 abitanti si trovano per lo più nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia e questi numeri in tali realtà potrebbero essere condizionati, per una parte, dal fatto che i giovani scelgono di aprire un’impresa non per una genuina vocazione imprenditoriale, ma come ripiego visti gli alti tassi di disoccupazione giovanile esistenti in queste regioni e quindi la conseguente difficoltà a trovare un’occupazione dipendente appetibile».
La vocazione imprenditoriale nei giovani, per Mencaroni, è un fattore «di grandissima importanza per la regione e per l’intero Paese e va aiutata in tutti i modi possibili, perché risorsa indispensabile alla crescita economica e sociale. Il tutto nella logica non di renderle realtà protette dal mercato, ma capaci di affrontare il mercato».

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