R.P.
GUALDO TADINO (Perugia) – Scongiurare l’abbattimento degli alberi di via XXIV Maggio. A chiederlo a gran voce è il consigliere comunale della Lega, Alessia Raponi: «L’amministrazione comunale – dice – sta per compiere l’ennesima scelleratezza: l’abbattimento dell’alberatura in via XXIV Maggio in nome, a suo dire, dell’abbattimento delle barriere architettoniche. Un colpo, insomma, che provoca una caduta, una distruzione e che si vuol celare dietro un diritto, quello delle persone con bisogni speciali, di poter attraversare quella via senza ostacoli. Giustissimo. Diritto sacrosanto».
L’esponente del Carroccio specifica che «l’abbattimento delle barriere architettoniche è sinonimo di civiltà, di inclusione, di equità e solidarietà, ma occorre anche un buon cervello per far sì che venga esercitato nella maniera opportuna. In tal caso si dovrebbe evitare di sacrificare altri esseri viventi, soprattutto se essi sono parte fondamentale ed attiva del nostro ambiente, della nostra cultura e della nostra sopravvivenza: gli alberi».
Prosegue Raponi: «Ma alla nostra amministrazione degli alberi non gliene frega nulla e non è la prima volta che lo dimostra. Anzi, per sbrigarsi perché altrimenti si perderebbe il contributo che però potrebbe essere utilizzato per la manutenzione di altri edifici pubblici o patrimonio comunale o per la messa in sicurezza delle scuole), ha adottato la proposta di delibera e la delibera di giunta con la quale si “autorizza” il secondo stralcio dei lavori e quindi l’abbattimento di altri alberi senza preventivamente essere in possesso della progettazione e della perizia dell’agronomo».
Specifica il capogruppo leghista: «Guarda caso, dopo un accesso agli atti da parte della sottoscritta in cui si richiedeva la documentazione inerente il secondo stralcio dei lavori il responsabile tecnico, di tutta risposta, ha inviato solo quella del primo stralcio perché per il secondo intervento è ancora inesistente sia la progettazione che il parere dell’agronomo nonché quello della sovrintendenza.
Dopo cinque giorni da tale richiesta, prosegue il consigliere di minoranza, lo stesso responsabile «ha adottato due determine per l’affidamento della progettazione dei lavori e per la valutazione fitosanitaria e fitostatica, ossia la perizia agronomo. Dopo due giorni dalle determine la giunta ha adottato una delibera che “autorizza” il secondo stralcio di interventi».
Secondo Raponi «questa fretta non è solo figlia della perdita di un contributo statale che può essere impiegato per altri progetti». Per la consigliera della Lega, tutto questo è «imputabile ad un menefreghismo bieco e cieco di voler a tutti i costi manutenere quel marciapiede che provocherebbe l’abbattimento di tante, troppe piante; e tutto questo in nome di un diritto sacrosanto delle persone portatrici di handicap, ma che andrebbe preso in considerazione in altre centinaia di posti della nostra città, magari evitando di distruggere altri esseri viventi».


