PERUGIA – «Le liste di attesa non sono state abbattute e i cittadini che si lamentano delle difficoltà ad accedere alle prestazioni sanitarie sono in aumento».
Così, dopo tanti racconti di utenti con visite fissate anche dopo mesi, Paolo Del Caro, presidente di Federconsumatori Umbria, che ricorda la campagna lanciata a giugno con la Cgil “Stop liste di attesa in sanità”. «La nostra campagna di informazione, sensibilizzazione e denuncia prosegue – insiste Del Caro – ed invitiamo i cittadini e le cittadine che vogliono denunciare casi a loro conoscenza o dei quali sono diretti protagonisti a recarsi presso le nostre sedi per attivare le procedure previste dalla legge, a garanzia del diritto di accesso alle prestazioni sanitarie».
Procedure che possono effettivamente produrre risultati concreti come dimostra il caso segnalato a Federconsumatori nei giorni scorsi: un cittadino umbro che aveva richiesto alcune prestazioni, scaduti i tempi previsti dalla normativa per l’erogazione del servizio, sulla base delle indicazioni ricevute da Federconsumatori, ha inviato una email all’azienda sanitaria interessata, intimando alla stessa l’erogazione della prestazione, in mancanza della quale, avrebbe attivato la diffida, richiedendo il pagamento da parte della stessa Usl della prestazione eventualmente erogata da strutture private.
«Sappiamo che il cittadino interessato, dopo aver inviato la mail, è stato richiamato telefonicamente e nel giro di pochi giorni ha visto soddisfatta la propria richiesta presso una struttura pubblica – riferisce ancora Del Caro – Questo è certamente un bene per il diretto interessato che si era rivolto a noi, ma non può essere questo il metodo attraverso il quale il sistema sanitario dell’Umbria risponde alle esigenze dei cittadini, che dovrebbero poter accedere alle prestazioni nei tempi stabiliti senza sollecitazioni o diffide. Chiaramente non ci tireremo indietro se dovessero presentarsi altri casi simili e proseguiremo nella nostra campagna Stop liste d’attesa (stoplistediattesa@federconsumatori.it) per supportare le cittadine e i cittadini nelle loro legittime richieste di salute».


