La polizia celebra San Michele Arcangelo. Il questore Bellassai saluta Perugia: «Un periodo breve ma significativo»

Per la solennità cerimonia in via Petri e messa officiata da monsignor Maffeis

R.P.

PERUGIA – La polizia ha festeggiato a Perugia il proprio protettore celeste. Nella mattinata del 29 settembre nel capoluogo è stata celebrata la solennità di San Michele Arcangelo.  Le celebrazioni sono iniziate alle 9, presso la sede di via Emanuele Petri, dove il questore Giuseppe Bellassai, una rappresentanza di funzionari e della sezione perugina dell’Associazione nazionale polizia di Stato, hanno deposto ai piedi della statua del patrono, situata nell’atrio della questura, un omaggio floreale.

Successivamente presso la chiesa di San Michele Arcangelo, si è svolta la Messa officiata dall’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, monsignor Ivan Maffeis.

Alla cerimonia, oltre al questore e al personale della polizia di Stato della provincia, hanno partecipato anche il prefetto della provincia di Perugia, Armando Gradone, la presidente della Regione, Donatella Tesei, il sindaco di Perugia, Andrea Romizi e numerose autorità civili e militari.

Presente anche una rappresentanza degli studenti dell’istituto comprensivo Perugia 12 di Ponte San Giovanni e gli allievi viceispettori del 17° corso dell’Istituto per sovrintendenti della polizia di Stato “Lanari” di Spoleto.

«Noi poliziotti – ha detto il questore Bellassai al termine della cerimonia – ci rispecchiamo nell’immagine del nostro Santo Patrono che è per noi guida e faro. Ci ispiriamo ai nobili ideali che essa sottende, consapevoli di avere il dovere di esprimere le prerogative che il ruolo ci attribuisce esclusivamente al servizio della legge e del benessere della collettività, a favore di chi è in difficoltà e maggiormente soffre».

Il questore – a pochi giorni dal suo trasferimento a Catania e dal passaggio di testimone al successore, Fausto Lamparelli –  ha quindi manifestato la sua gratitudine e riconoscenza alla comunità provinciale, per «il sostegno e l’affetto dimostrati durante gli anni alla guida della questura e della polizia di Stato di Perugia. E’ stato un periodo breve ma significativo reso speciale dalla generosa accoglienza del meraviglioso popolo umbro, durante il quale ho potuto maturare una straordinaria esperienza umana e professionale».

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