I retroscena della disfatta Ap-Pd sul Sii/Il niet dell’assemblea, Bandecchi che chiede ai suoi di schiantarsi sul muro del voto e i dolori del giovane Lucarelli

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Iapadre rivela i contenuti di quella che doveva essere l’intesa con i democrat (3 a noi, 2 a voi), Corridore svelena sul “marcio” sistema dei partiti (col quale aveva appena tentato l’accordo). Conclusione: ora si riparte dalla ricerca di un buon manager che accontenti un po’ tutti

DI MARCO BRUNACCI

TERNI – Sii(iiiiiii). Ci avete mai pensato? È l’acronimo di Servizi idrici integrati, ma anche il rumore che fanno i palloni gonfiati che perdono aria fino a ridursi in forma di tappetini sul pavimento.
Ecco il retroscena di un’altra storia che sembra proprio quella dei pifferi di montagna che andarono per suonare e furono suonati.

Contesto: la nuova fantastica Terni dell’era Bandecchi. Interno giorno (mattina). Riunione decisiva per eleggere il nuovo presidente del Sii e relativo consiglio.
sicuro: accordo fatto tra Alternativa popolare e Pd della provincia di Terni. La votazione sarà una formalità.
All’improvviso però i referenti del Pd, insieme a quelli degli altri partiti no Bandecchi, chiedono che si proceda al rinvio delle votazioni.
Colpo di scena. Umbria7, che ha tanto a cuore la salute del co-leader di Ap e vicesindaco Corridore, avrebbe voluto chiedere un controllo delle sue pulsazioni ogni decimo di secondo. Ma non c’è stato il tempo. Era già partita la telefonata al leader maximo Bandecchi che ingiunge alle sue truppe: “Andate avanti”.
L’assessore Iapadre, eroico per il numero di porte in faccia che ha ricevuto in questo pur breve frangente di impegno politico, guida il drappello di Ap e, come un fiero Pietro Micca, grida al tradimento del Pd, prima di schiantarsi senza esitazione sul muro del voto. Propone ai votanti una lista col presidente di Ap e altri 4 del suo partito. Risultato: 1 voto favorevole, 2 astenuti di cui uno probabilmente per sbaglio e finisce seppellito sotto una montagna di niet.
Iapadre aveva però appena rivelato i contenuti della proposta indecente di Ap al Pd e che il Pd (una parte almeno) avrebbe – così dice Iapadre – prontamente accettato: sui 5 del consiglio 3 Ap e 2 Pd, e il presidente che, però, per far piacere al sindaco democrat di Narni, ad elezione avvenuta si sarebbe dimesso dalle cariche in Ap.
Corridore a questo punto rassicura Umbria7 sul suo stato di salute, appare sì scosso, ma si mette davanti al cellulare e svelena sul malcapitato Pd, grida contro il “marcio” sistema dei partiti sul quale comunque Ap trionferà. Magari nell’eccitazione tachicardica dimentica di dire che Ap ha appena provato a fare l’accordo con il “marcio” sistema dei partiti, tessendo con cura l’intesa col Pd. Ed è rimasta – come si dice in linguaggio politicamente corretto? – fregata.
Da raffinato Lord Chamberlain della politica umbra riversa poi palate di palta su quelli del Pd che avevano trattato con lui.

Ma in realtà non dice niente di nuovo. Tutto scritto in questi giorni da Umbria7. La quale aveva anche anticipato che, insieme al leader umbro cinquestelle De Luca, il Pd nazionale non aveva preso per niente bene l’iniziativa del Pd locale (per altro anche a Terni diviso in due), tanto da intervenire sulla vicenda ternana con una inusuale e pesantissima lettera firmata dai due parlamentari umbri Pd dell’Umbria, Verini e Ascani.
Anche in quel caso Umbria7 ha temuto per la salute del co-leader di Ap, che aveva dato segni di aver necessità di una Bonomelli strong, firmando una nota oltre ogni limite.
Due parole sul Pd che ha mostrato un volto da vergognarsi? No, inutile infierire.
Meglio dedicare qualche piccolo retroscena al bravo sindaco di Narni, Lucarelli, che, sentito da un sorpreso Raffaele Nevi (Fi), una ventina di giorni fa, aveva mostrato di essere già un attivo trattativista (verso Bandecchi). Poi aveva variamente titubato e tentennato finchè non si era fatto assicurare che il nuovo presidente del Sii, che il suo Pd doveva votare, avrebbe mollato le cariche in Ap (e ci mancherebbe). Poi avrebbe – 24 ore fa? – sentito odore di spiedi già appuntiti dal Pd rigorista ternano e da quello nazionale nei suoi confronti, tanto da azionare precipitosamente la retromarcia.
Che succede adesso? Si riuniranno tutti i 30 sindaci cui fa riferimento il Sii e si deciderà di affidare il Servizio a un buon manager, sorretto da tutti (o, più probabilmente, da tutti tranne Bandecchi). Altri colpi di mano di Corridore sono possibili? No, per carità, non ci faccia stare in pena. Botte così lasciano il segno.

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