ALESSANDRO MINESTRINI
UMBERTIDE (Perugia) – Tenere alta l’attenzione sul terremoto del 9 marzo e instaurare nuove pratiche di prevenzione anti sismica. Sono stati questi gli obiettivi che sono emersi dal convegno che si è svolto nel pomeriggio di venerdì 27 ottobre presso l’aula magna “Marcella Monini” del Campus Da Vinci di Umbertide davanti a un numero pubblico fatto di esperti, studiosi, istituzioni, docenti e studenti dell’istituto superiore umbertidese. Il seminario è stato organizzato dalla Società italiana di geologia ambientale (Sigea) in collaborazione con l’Ordine dei Geologi dell’Umbria e il Comune di Umbertide.
L’evento, patrocinato del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia, ha offerto l’opportunità unica per approfondire la conoscenza della faglia Altotiberina e del terremoto che ha colpito il territorio meridionale del Comune di Umbertide e la parte settentrionale di quello di Perugia.
Come ha spiegato il geologo e referente per l’Umbria di Sigea, Francesco Brunelli, dopo il terremoto del 9 marzo si sono sentite e lette «significative imprecisioni, tipo che la faglia responsabile di quel sisma è la stessa di Norcia. Non è vero, poiché quella che ha provato l’evento sismico è quella altotiberina, un sistema di faglie di struttura sismogenetica che si attiva abbastanza frequentemente in maniera microsismica e non ha una sismicità molto elevata. Saltuariamente, come nel caso del 9 marzo, c’è stata una sismicità non fortissima ma che ha fatto grossi danni. Abbiamo ritenuto di presentare questa struttura sismogenetica nel contesto dell’Appennino, riferendola in particolare a quello che è successo a Pierantonio, Pian d’Assino, Sant’Orfeto, Rancolfo e zone limitrofe».
Così il vicepresidente nazionale di Sigea, Vincent Ottaviani, ha spiegato le finalità del convegno: «Il tema del rischio sismico in Italia riguarda tutto il nostro Paese. E’ importante fare il punto della situazione nei luoghi in cui sono accaduti recenti terremoti, non solo per riavviare il processo di ricostruzione e per trovare le idonee soluzioni. L’obiettivo è quello di superare in Italia in metodo della ricostruzione in emergenza, cercando di standardizzare un approccio che sia quello della prevenzione, al fine di mettere in sicurezza gli edifici che sono fortemente vulnerabili, in quanto quasi sempre costruiti prima della normativa sismica».
Al geologo dell’Osservatorio “Bina” di Perugia, Michele Arcaleni, il compito di fornire nel dettaglio alcune caratteristiche dei sismi: «Il terremoto è un fenomeno ciclico. Dove ha colpito è normale che ritorni. Più di questo è importante conoscerne gli effetti e cercare di proteggere i nostri edifici con la conoscenza. Questo convegno, ha lo scopo di pilotare la progettazione per costruire case più sicure. I terremoti ritorneranno ma sicuramente ci troveranno più pronti».
Il sindaco di Umbertide, Luca Carizia, ha ribadito il fatto che «tenere alta l’attenzione è sempre una cosa positiva per pungolare chi è chiamato a decidere. E’ importanti che si parli del territorio umbertidese che purtroppo è stato colpito dal 9 marzo mantenendo sempre un faro acceso su quanto accaduto».
A parlare di «un interessante momento nel quale analizziamo dal punto di vista scientifico tutto quello che è accaduto nel sisma del 9 marzo», è stato il vicesindaco con delega all’emergenza post terremoto e alla ricostruzione, Annalisa Mierla che ha aggiunto: «Conoscere la storia e divulgare in un luogo così importante come il Campus Da Vinci, è stato un connubio fondamentale».
Da Mierla è stato fornita anche un aggiornamento sulla situazione nelle zone del territorio umbertidese colpite dalle scosse: «La ricostruzione ancora non è partita. Stiamo aspettando delle linee guida e l’inserimento in una normativa vera e propria. Noi stiamo prettamente gestendo l’emergenza, che è già molto impegnativo dal punto di vista amministrativo e burocratico. Sto cercando di fare da fare da tramite tra il Comune e l’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Umbria. Stiamo spingendo moltissimo. Il sindaco Carizia e il ministro per la protezione civile, Nello Musumeci si sono incontrati a Bastia Umbra. Non è il primo di questi incontri che noi facciamo dal 9 marzo, ma speriamo che sia uno di quelli decisivi».



