M.Brun.
TERNI – Il Pd ternano sulla linea del fuoco. Un fine agosto turbolento? Di più.
Si rincorrono voci sul destino della storica sede del Pd di via Mazzini. Davvero non è più nella disponibilità del partito? Sarebbe uno choc. Motivo? Traumatico? Che cosa è successo? Una piccola nota per spiegare? Non sarebbe forse il caso. Per ora solo un giallo, della peggior tinta.
Non bastassero questi guai, eccovi servito l’incidente tra il segretario comunale Spinelli e l’ultimo mostro sacro della nomenclatura democrat umbra, Mauro Agostini.
Prima lo invita a Terni per presentare il suo libro (Agostini è stato ai vertici del Pd nazionale ma è anche un raffinato scrittore) e poi qualcuno legge il suo libro e tra un bla-bla imbarazzato e una spiegazione che non arriva, gli bloccano l’appuntamento ternano. La causa? Probabilmente la narrazione agostiniana della questione Consorzi. Che figura di tolla.
Ma non è tutto: alla Festa dell’Unità ternana non verranno – come Umbria7 anticipo’ – né il segretario regionale Bori (e capite quanto Paparelli sia dispiaciuto) né però l’astro nascente Ferdinandi, né la candidata presidente alla Regione, Proietti.
Il Pd andrà presto in terapia perché non se lo fila nessuno? Forse sì però per tenacia non è secondo a nessuno: l’evergreeen Paparelli, di cui al paragrafo sopra, dicono stia iniziando a fare campagna elettorale per Lisci-Malafoglia, a dispetto del candidato ternano docg Filipponi, sospettato di intelligenza col “nemico” segretario regionale Pd, Bori.
Quando uno dice che il Pd ternano è sulla linea del fuoco sa quel che dice.


