di Marco Brunacci
PERUGIA – Verso le regionali, ultimissime.
1.Visto? Aveva proprio ragione Stefania Proietti a volere e non volere, a chiedere assicurazioni e garanzie. Perchè non si è ancora entrati nel vivo che lo schieramento dei “No Giorgia”, che la sorregge, è sempre più a trazione sinistra. Il “Patto Avanti” conta sulla grande intesa Bori-De Luca-Barcaioli. Vincente a Perugia e che non molla un centimetro. E adesso hanno trovato un quarto moschettiere, il D’Artagnan di Spoleto.
2.Pronti ecco Papa Sisti, spadaccino rinomato, tutto popolo e piazza, che i tre Athos, Porthos e Aramis se lo sognano, ha dismesso i panni moderati per tornare all’antico: maglione delle Ande invece della grisaglia che suggerirebbe l’età.
Attenti qua. Ben informati tornano ad assicurare che era lui – e non un mero ed eventuale giornalista di area vaticana – la vera alternativa come candidato presidente dello schieramento dei “No Giorgia”, se arrivava il no della Proietti. In verità Umbria7 timidamente, a fine luglio, aveva accennato all’ipotesi. La scriveva ma manco credeva che si arrivasse a tanto.
Ora però nel borsino degli assessori della giunta Proietti – ovviamente qualora riesca a vincere – entra di prepotenza come l’assessore certo alle infrastrutture. Per cui resta fermo il blocco Bori-De Luca-Barcaioli (o Filistocco oppure un altro mister X di area Avs che stiamo per rivelare) per sanità, ambiente e sviluppo economico (Cipolla in agrodolce da Terni dovrà dare una mano alla sinistra in quanto Cgil, ma alla fine non è cosa per lui). Al momento fermissima anche Erika Borghesi al bilancio, in quanto riferimento della presidente Proietti (ed esponente del Pd, ala moderata). Il quinto posto è del Sisti che all’assessorato arriverà completo di tutti gli accessori, super autovelox incluso.
3.Qualcuno si è distratto, ma è appena esplosa una “questione socialista”. Basta guardare i risultati delle provinciali di Perugia che dicono due cose:
a.il candidato vicino a Leonelli è solo il primo dei non eletti (Andrea Bacelli), la dimostrazione che il centro dei “No Giorgia” si conferma non amato dagli alleati.
b.Cesare Carini è addirittura il secondo dei non eletti. Carini ha una grande storia socialista e finire così non pare gli sia piaciuto. Verga un post su facebook che non c’è bisogno degli analisti della NSA per capire che l’ha presa male, molto male.
Non bastava Bertini e Rometti contro Novelli, Novelli contro Bacchetta, Bacchetta contro tutti. Adesso c’è anche Carini contro Bertini, Novelli, Bacchetta e anche Rometti. Ormai in questo incontro di wrestling continuo, con i protagonisti che si sbattono fuori dal ring, i poveri Leonelli e Donatella Porzi non fanno più neanche gli arbitri per non prendere botte vaganti. Si limitano a passare sul ring con il cartello col numero del round. La soluzione di fare una lista per ognuno dei contendenti è come servire su un piatto d’argento un consigliere regionale in più al Pd. In fondo una cosa carina, ma basta dirlo anche agli elettori.


