Terni ama leggere: il successo di UmbriaLibri 

Tre giorni di eventi che hanno riscosso un interesse grandioso, con sale gremite di pubblico

di ELENA CECCONELLI

TERNI – Una manifestazione culturale che ha colto nel segno. Quella che vede la direzione artistica di Angelo Mellone. Forse all’ultima impresa. Spaziando nelle tematiche affrontate. Dal ruolo della donna nella società, all’amore, al calcio, alla Biennale di Venezia. Un panorama vasto analizzato con grandi ospiti, rinomati scrittori e volti della televisione. Tutti e tre i giorni da sold out sia a Palazzo Montani Leoni, sede della Fondazione Carit, sia in biblioteca comunale. In particolare nell’ultimo giorno la festa della cultura ha accesso i riflettori sulle relazioni interpersonali nelle loro mille sfumature chiudono in bellezza UmbriaLibri. Con tre donne, tre scrittrici, tre volti della televisione per cui ognuna fornisce una propria lettura e interpretazione sulle relazioni interpersonali. 

Serena Bortone nel suo romanzo “A te vicino così dolce” affronta il tema dell’amicizia e dell’amore che celano un segreto e della transizione di genere. «Un romanzo che si può definire auto fiction – afferma la conduttrice – in cui diventa fondamentale la vicinanza, la solidarietà e l’ascolto verso il prossimo. Non bisogna mai giudicare».
Lo scrittore Antonio Franchini presenta una chiave di lettura differente sui rapporti, focalizzandosi sulla figura di una singola donna. Nel suo libro “Il fuoco che ti porti dentro” la protagonista è infatti Angela: «Una donna dal carattere impossibile – spiega Franchini – che incarna in maniera emblematica tutti gli orrori dell’Italia come il qualunquismo, il razzismo, il classismo, l’egoismo e il rancore».

Un amore viscerale invece quello approfondito da Antonella Boralevi con «L’amore può succedere”, dove l’amore non si merita ma può soltanto accadere.
La conduttrice televisiva Caterina Balivo ha sottolineato come sia cambiato il ruolo della donna nel corso del tempo: “Ancora c’è molta strada da fare ma sicuramente anche con l’utilizzo dei social, che lanciano messaggi, anche con l’utilizzo delle fotografie, per raccontare. La donna non è più vista solamente nelle vesti di mamma e/o moglie ma anche come lavoratrice».

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