TERNI – Terni paradiso fiscale fa ridere. «L’ultima trovata» – per usare un eufemismo – del sindaco Bandecchi. L’azzeramento delle tasse per 15 anni a decide di trasferire la residenza a Terni e l’abbattimento del 50 per cento a chi sceglie di aprire un’attività della Conca più che come una barzelletta suona come «un’offesa ai ternani – tuona Marco Celestino Cecconi (FDI) – privati cittadini o aziende che siano: quelli che magari qui sono nati e sono riusciti persino a non andarsene». «Quelli che da sempre vivono, producono, mettono su famiglia e spendono nella Conca, declassati non si sa perché a ternani di serie B».
«Non si capisce bene – il ragionamento di Cecconi – che cosa Bandecchi abbia in animo di azzerare o dimezzare. Le “tasse” comunali propriamente intese, ovvero l’addizionale Irpef e l’Imu, oppure i “tributi” comunali tecnicamente rubricati come tali, ovvero Taric e (ex) Tosap? Oppure tutte e due le tipologie di balzelli? Un po’ di qua, un po’ di là…?
Per carità: quando si pratica la politica degli annunci mica è necessario entrare nel dettaglio. I primi a cui Bandecchi dovrebbe prestare attenzione e anche chiedere scusa, sono i ternani di lungo corso, che per anni hanno dovuto stringere la cinghia a causa delle aliquote ai massimi storici imposte dal dissesto comunale».
«Ora che le cose potrebbero migliorare (il Comune è uscito dal dissesto, ndr) Bandecchi guarda agli “stranieri”. Poco più di un mese fa, in fase di approvazione del bilancio di previsione-2025, noi consiglieri di Fratelli d’Italia a Palazzo Spada abbiamo messo nero su bianco due emendamenti finalizzati alla riduzione dell’Imu e dell’addizionale-Irpef. Ebbene, sono stati bocciati perché – testuale – la riduzione del carico fiscale non rientrava nel programma elettorale di Alternativa Popolare e (parola di capogruppo di AP in consiglio), solo con aliquote ai livelli massimi è possibile garantire servizi di qualità ai cittadini».
Quindi un mese fa per garantire servizi di alta qualità ai cittadini le aliquote dovevano restare ai massimi livelli, ora chi vuole aprire l’ennesimo salone di bellezza cinese può godere di tutte le agevolazioni fiscali.
«Al di là degli spot – si domanda Cecconi – qual è l’idea, la visione di questa amministrazione? Come non comprendere che le riduzioni proposte da Fratelli d’Italia avrebbero rimesso nelle tasche dei ternani più o meno un milione di euro, risorse senz’altro capaci di incentivare i consumi, dare un po’ di fiato ad un commercio con le spalle al muro, dare un qualche senso – per dirne una – alle centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici (si dice, oltre 600mila) investiti per le luci e gli addobbi dei villaggi di Natale e successivi…?
I ternani meritano l’azione risarcitoria negata da Bandecchi. E, quanto all’intenzione di diventare attrattivi rispetto a nuove imprese, ci sono altri sistemi. Basterebbe (e di che tinta) ridurre per esempio, se non azzerare gli oneri concessori e di costruzione, per chi volesse realizzare nuove strutture: misura che non risulterebbe affatto discriminatoria nei confronti di coloro che già fanno impresa da anni nel nostro territorio, consentendo anzi a loro stessi di sostenere un ampliamento dell’azienda o un nuovo insediamento. Tutto il resto è fuffa. E, questa volta, anche offensiva».


