TERNI – Non solo una vera e propria banda criminale che aveva a disposizione chili di droga e armi. Dalla maxi operazione della Mobile, coordinata dal procuratore della Repubblica Andrea Claudiani e dal pm Giorgio Panucci, condotta con intercettazioni telefoniche e ambientali, con l’utilizzo dei trojan e con i tradizionali pedinamenti dei vari pusher, emerge una vera e propria geografia dello spaccio, con roccaforti gestite sia da italiani (anche ternani insospettabili) che stranieri. La mappa dello spaccio vede capisaldi posizionati nel cuore della città: la Passeggiata, via Castello, l’ex Foresteria di corso Tacito, Sant’Angese. E’ in queste piazze, in questi parchi, in queste vie del centro città, che c’era un andirivieni incessante di acquirenti. Nessuno di età inferiore ai 18 anni. Tutti “clienti” affezionati: dal tossico incallito in cerca di eroina al professionista facoltoso che fa uso di cocaina, fino al cliente top, che per lo sballo amplificato si affida ad un mix di cocaina e eroina.
Dalle segnalazioni di residenti esasperati prende il via l’indagine, che in poco più di un anno conduce al sequestro di chili di droga, un cavallo e altri beni per un totale di 260mila euro; e agli arresti di martedì. Dal mese di settembre 2023 a ottobre 2024 gli uomini e le donne della Mobile hanno pazientemente ricostruito la rete e la distribuzione delle sostanze proprio partendo dai luoghi di vendita al minuto. Un lavoro certosino, supportato anche da interrogatori che in alcuni casi hanno visto ammissioni e assunzioni di responsabilità. La rete dello spaccio ternano era costituita infatti da pregiudicati e da incensurati, che hanno avuto difficoltà a reggere il peso di una inchiesta della portata di Amazzone.


