TERNI – Di solito si dice “Non la voglio nel mio giardino”. Ma Stefano Bandecchi è fatto apposita per smentire il sentire comune. Il sindaco di Terni insiste: «Siamo pronti ad ospitare una mini centrale atomica di ultima generazione». Per Bandecchi l’atomo è come la forza dell’energia idroelettrica che un secolo fa ha reso Terni una città altamente industrializzata. E se nei primi del Novecento il valore aggiunto erano le turbine mosse dall’acqua, ora sono quelle mosse dall’atomo. Bandecchi se ne frega della legislazione nazionale che al momento non consente centrali nucleari. Lui ha candidato la città a sito nucleare, anticipando i tempi del Governo Meloni, che pure ora è orientato verso l’atomo.
L’amore per il nucleare, Bandecchi lo ha esplicitato nel Dup, documento unico di programmazione di Palazzo Spada, dove è stata messa nero su bianco la possibile individuazione del sito, anche se il quartiere non è stato deciso.
Ancora più convinto della necessità del nucleare, è l’assessore di riferimento di Bandecchi, Sergio Cardinali che afferma: «Basta con la demagogia di una classe politica che non sa o non vuole guardare oltre. Lo sviluppo sostenibile è una cosa seria è un cambio di paradigma che va sostenuto con scelte chiare e senza dietrologie. Vogliamo più mobilità sostenibile? È necessario aumentare l’offerta pubblica del trasporto locale su ferro o gomma che sia, in ogni caso abbiamo bisogno di più energia elettrica. Vogliamo la produzione di acciaio green? Le acciaierie sono energivore e nonostante gli investimenti previsti in termini di efficientamento energetico ogni aumento produttivo auspicabile comporta un aumento dei consumi elettrici. Valorizzare l’offerta turistica, altra gamba dell’economia ternana e umbra significa aumentare le infrastrutture, aumentare le attività, aumentare i flussi e i trasporti necessari e ognuna di queste attività comporta un aumento dei consumi elettrici. Implementazione tecnologica e i.a. La digitalizzazione, l’innovazione tecnologica, l’infrastrutturazione telematica, l’ausilio dell’intelligenza artificiale, la comunicazione digitale, la stessa pubblicità per la valorizzazione territoriale comporta un aumento dei consumi elettrici.
Questi sono solamente alcuni esempi di ciò che vorremmo accada sul nostro territorio nei prossimi anni secondo la visione dell’amministrazione Bandecchi, che porterà al raddoppio dei consumi elettrici. Ma come vogliamo rispondere a questo bisogno di energia? Coprendo le nostre splendide colline di specchi? Oppure di pale eoliche le nostre montagne? E comunque non avremmo energia sufficiente ma in compenso avremo precluso il nostro futuro turistico. Abbiamo anche un’altra possibilità quella di tornare all’economia di caccia e raccolta dei clan primordiali al massimo aggiungere l’allevamento delle società tribali. Oppure coltivare l’obiettivo della decrescita felice. Oppure potremmo acquistare l’energia necessaria da uno dei 122 reattori presenti in Europa, a poca distanza da noi. In alternativa tutto ciò potremmo essere proprio noi ternani, orgogliosi di avere avviato l’industria del nostro paese 150 anni or sono, a provarci ancora, a trovare tecnologie all’avanguardia rispettose dell’ambiente ed economicamente vantaggiose, come il nucleare ecologico di ultima generazione».


