Ecosistema Urbano 2025: Perugia risale (di poco), Terni scivola giù

Ombre su rifiuti e mobilità, luci su verde e qualità dell’aria: il rapporto di Legambiente e Sole24ore

r.p.

PERUGIA – Ecosistema urbano: Perugia batte Terni secondo il nuovo rapporto 2025 di Legambiente e Il Sole 24 Ore, con i due capoluoghi che registrano andamenti divergenti. Perugia compie un piccolo passo avanti, salendo dalla 40ª alla 38ª posizione nazionale, mentre Terni subisce un brusco arretramento, scivolando dal 45º al 60º posto.

Il punteggio complessivo del capoluogo umbro è di 59,32 punti (contro i 59,64 dell’anno precedente), con una sostanziale tenuta ma senza miglioramenti sostanziali. Peggiora invece Terni, che passa da 58,72 punti a 53,9, perdendo circa cinque punti percentuali e 15 posizioni nella classifica.
In base al report, Perugia mostra segnali positivi in alcuni settori ambientali, in particolare nella qualità dell’aria e nel verde urbano, ma continua a soffrire in ambiti come la mobilità sostenibile e la gestione dei rifiuti. Nel dettaglio: la città è 31ª per biossido di azoto, 16ª per ozono, 33ª per PM10 e 40ª per PM2,5. Sul fronte idrico, i consumi pro capite la collocano 33ª, ma la dispersione della rete la fa precipitare alla 56ª. Male anche la produzione di rifiuti, con una 76ª posizione, mentre la raccolta differenziata si ferma alla 38ª.
Sul fronte mobilità, Perugia è 42ª per passeggeri del trasporto pubblico e 68ª per piste ciclabili, con un preoccupante 95° posto per tasso di motorizzazione, uno dei peggiori d’Italia.
Meglio invece per il verde urbano, con una 20ª posizione per numero di alberi e 15ª per estensione complessiva del verde, e una discreta performance nel solare pubblico (32ª). Nel 2023, Perugia era in 40ª posizione ma con indicatori ambientali leggermente più equilibrati: raccolta differenziata più alta e minor dispersione idrica. La tendenza 2024 mostra un lieve miglioramento nella qualità dell’aria, ma un peggioramento nel ciclo dei rifiuti e nella mobilità sostenibile.

Situazione più critica per Terni, che perde terreno in quasi tutti i parametri, confermando una crisi ambientale già in atto. Nel 2024 la città è 30ª per biossido di azoto, 10ª per ozono, ma 82ª per PM10 e 69ª per PM2,5, segno di una qualità dell’aria ancora preoccupante.
Sul fronte idrico, 20ª per consumi ma 77ª per dispersione, mentre la produzione di rifiuti (14ª) resta buona, accompagnata da una discreta raccolta differenziata (20ª).
La mobilità cittadina è invece stagnante: 52ª per passeggeri del trasporto pubblico, 45ª per offerta, 54ª per piste ciclabili e 68ª per tasso di motorizzazione. Nel verde urbano, Terni figura 43ª per numero di alberi e 25ª per aree verdi totali, ma arretra nel consumo di suolo, passando dalla 62ª posizione del 2023 alla 79ª del 2024.

Nel contesto del centro Italia, Perugia mantiene prestazioni in linea con le città medie della macroregione, ma resta lontana dagli standard delle toscane Firenze (21ª), Pisa (27ª), Livorno (28ª) e Siena (30ª). Terni, invece, è superata anche da Prato (41ª), Lucca (44ª), Arezzo (48ª) e Macerata (54ª).
In cima al ranking nazionale torna Trento, con 79,78 punti, che riconquista il primato di città più green d’Italia, davanti a Mantova e Bolzano.
In sintesi, l’Umbria mostra un passo lento nella transizione ecologica urbana: Perugia resiste, ma non decolla, mentre Terni arretra. Rifiuti, mobilità e dispersione idrica restano le sfide chiave per entrambe, mentre verde e qualità dell’aria rappresentano le poche note positive.

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