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«Salviamo i pini di Via Orvieto: la città non può rinunciare al suo verde storico»

Il Comune di Amelia valuta l’abbattimento di 32 pini domestici ma Legambiente Amerino chiede alternative e un confronto pubblico

di ELENA CECCONELLI


TERNI – Ad Amelia si riaccende il dibattito sul verde urbano. Il Comune ha annunciato l’intenzione di abbattere 32 pini domestici lungo la storica Via Orvieto. Legambiente circolo Amerino interviene chiedendo maggiore trasparenza e sollecitando l’esplorazione di soluzioni alternative.

Secondo la relazione tecnica del dottor Borseti del 28 novembre 2025, soltanto 4 pini sarebbero realmente pericolosi, mentre gli altri 28 presentano rigonfiamenti delle radici sull’asfalto, difficili da gestire durante i lavori stradali. Tuttavia, per questi ultimi, esistono tecniche già sperimentate a Roma e a Bastia Umbra che permettono di proteggere le radici senza ricorrere all’abbattimento, garantendo sicurezza stradale e preservando gli alberi.

Legambiente invita: «L’amministrazione a valutare attentamente costi e benefici di queste soluzioni. Per gli alberi considerati pericolosi, si sottolinea la necessità di verifiche strumentali prima di qualsiasi intervento drastico. L’associazione ricorda inoltre come l’emergenza attuale sia in parte frutto dell’assenza di un piano del verde e di una manutenzione costante, obblighi sanciti dalla legge (art. 2050 c.c., art. 14 Codice della Strada, legge 10/2013). Via Orvieto è vincolata dal punto di vista paesaggistico (D.Lgs. 42/2004) e i pini domestici rientrano tra le specie di pregio tutelate dalla Regione Umbria (L.R. 28/2001). Abbatterli senza rispettare norme e autorizzazioni comporterebbe sanzioni e l’obbligo di interventi compensativi. Gli esperti sottolineano anche il ruolo insostituibile degli alberi nell’assorbimento di CO2, nella purificazione dell’aria e nel controllo delle temperature urbane: i 32 pini sequestrano mediamente tra i 30 e i 50 kg di CO2 ciascuno ogni anno e filtrano grandi quantità di polveri sottili e altri inquinanti, capacità che piccoli alberelli appena piantati non possono sostituire. L’impatto ambientale non si limita alla sola aria: la rimozione dei pini comprometterebbe la stabilità del suolo e gli ecosistemi locali, che ospitano uccelli, insetti utili e licheni».

Per questo, Legambiente sollecita l’amministrazione a considerare un progetto complessivo di manutenzione e riqualificazione urbana, finanziabile con fondi MASE, FESR e PNRR, che includa la prevenzione e la tutela del verde storico. Prima di prendere decisioni definitive, l’associazione chiede un confronto pubblico con cittadini e esperti, per discutere le alternative, la gestione delle radici, la sicurezza stradale e la redazione di un piano del verde che garantisca la manutenzione e la salute degli alberi, salvaguardando i servizi ecosistemici essenziali e la sicurezza dei cittadini.

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