Il mercato della Ternana tra colpi di qualità e nodi irrisolti

Il direttore Diego Foresti ridisegna la squadra con acquisti mirati ma deve fare i conti con alcune partenze mancate

DIEGO DIOMEDI

Il calciomercato della Ternana si chiude con un bilancio fatto di volti nuovi e alcune questioni rimaste in sospeso che terranno impegnato l’ambiente nelle prossime settimane. Il direttore Diego Foresti ha lavorato molto per rinforzare la rosa a disposizione di Liverani portando a Terni profili di esperienza e giovani promesse. Per la difesa sono arrivati i giovani Kurti e Pagliari mentre negli ultimi istanti si è aggiunto anche Lodovici per completare il reparto. Il centrocampo ha fatto un salto di qualità importante con gli innesti di Majer e Aramu due giocatori che conoscono bene il calcio (meno la categoria essendo nuovi in C) e possono (devono? Sportivamente parlando) alzare il livello tecnico della manovra. In attacco la scommessa è rappresentata da Panico chiamato a dare imprevedibilità e gol alla formazione rossoverde, cosa che fin qui al Liberati i tifosi non hanno visto.

Nonostante le entrate però la società non è riuscita a sfoltire l’organico come avrebbe voluto, il neo che mettiamo al mercato della Ternana di Foresti è proprio questo. Alcuni elementi ormai fuori dal progetto tecnico sono rimasti in rosa, complicando i piani di gestione economica. Su tutti è il caso di Brignola che Liverani aveva chiaramente indicato come un profilo fuori dallo schema della squadra (quest’anno non si è visto mai e dall’ambiente si dice un giocatore proprio lontano dall’idea di poter essere rimesso in rosa in maniera continuativa) ma che non ha trovato una sistemazione alternativa. Allo stesso modo sono rimasti a Terni anche Tripi che finora ha trovato pochissimo spazio (ricordiamolo, un giocatore preso all’inizio quando la Ternana non sapeva neanche il campionato in cui militare) e giocatori dal contratto oneroso come Ferrante e Martella. Questi ultimi rappresentano un peso non indifferente per le casse del club visto che, a maggiora ragione, le loro prestazioni sul campo non sono state all’altezza delle aspettative e dell’ingaggio percepito (vedi ultima partita).

A chiudere il quadro delle mancate uscite c’è anche il giovane Leonardi che nonostante diverse opzioni sul tavolo alla fine non si è mosso. Ora la palla passa all’allenatore, uno che in genere la smistava bene a centrocampo, che dovrà essere bravo a 1) recuperare l’ambiente; 2)gestire uno spogliatoio numeroso e 3) a integrare i nuovi arrivi cercando di motivare anche chi sembrava destinato a partire.

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