DIEGO DIOMEDI
TERNI – La conferenza stampa di ieri, giovedì 5 febbraio, del direttore Diego Foresti ha acceso i riflettori su una realtà societaria molto complessa, svelando i retroscena di una gestione economica ereditata che appare piena di ostacoli. In un incontro nato per presentare due nuovi arrivi (Kurti e Lodovici) si trasforma, poco dopo, in un rispondere ad alcune ricostruzioni giornalistiche recenti. Il direttore Diego Foresti, almeno come dichiarato, ha scelto, per conto suo, la strada della massima trasparenza fornendo dati precisi sulla situazione finanziaria del club, rispodendo, sempre secondo la sua tesi naturalmente, ad alcune inesattezze. Ma quello che emerge da questa conferenza risulta di notevole interesse, soprattutto in riferimento a cose del passato e retroscena raccontati da Diego Foresti.
Mercato di gennaio: tra risparmio e uscite mancate
Foresti ha spiegato che il mercato di riparazione non ha solo rinforzato la squadra ma ha anche permesso di dare respiro alle casse della società con un saldo positivo di circa 60.000 euro sul libro paga, grazie a nove partenze a fronte di sei nuovi arrivi. Avrebbe portato a casa altri risultati economici nel caso in cui si fossero verificate alcune situazioni. Su tutte, la rescissione di Brignola, ai margini del progetto. «La rescissione di Brignola ci avrebbe sicuramente portato in positivo di qualche centinaio di mila euro» dice il direttore, dove però non hanno trovato l’accordo. Anche l’eventuale uscita di Ferrante, la quale nel caso ci fosse stata, direzione Guidonia, avrebbe fatto rifiatare ancor di più la società, non è avvenuta perché l’attaccante ha sposato il progetto e voleva rimanere a Terni.
Criticità, debiti e precedente gestione: le parole di Foresti
Il punto più critico del suo intervento ha riguardato quelli che ha definito senza mezzi termini contratti truffa firmati appena due giorni prima della cessione del club (il closing). Foresti ha narrato la presenza di accordi economici pesantissimi siglati mentre la vecchia proprietà non pagava nemmeno gli stipendi ai dipendenti. «Vogliamo parlare dei contratti truffa? Contratti fatti due giorni prima del closing… quando la società non stava pagando gli stipendi al magazziniere». Tra le tante informazioni che avrebbe fornito ieri il direttore, figurano anche commissioni folli per i procuratori e contratti con incentivi mensili fuori mercato, come dichiara Foresti «Neanche il Pisa in Serie A».
Ma non solo, il tema verte sui procuratori visto che Foresti riporta in luce un tema che a Terni è passato più volte in quei giorni di tensione tra Abate e i D’Alessandro. Il direttore, infatti, cita il figlio dell’ex presidente della Ternana: «Ho trovato il famoso figlio del presidente che se n’è andato con €5.500 al mese da pagare per 23 mesi». Oggi, con una semplice verifica sul famoso portale Transfermark (ammesso che sia aggiornato nei recenti sviluppi di mercato) il giovane calciatore in questione risulta svincolato (magari situazione da capire meglio in un prossimo appuntamento). Il direttore ha poi parlato delle tempistiche di alcuni decreti ingiuntivi arrivati nelle ultime settimane. Secondo Foresti sono giunte circa 30-40 richieste di pagamento da fornitori che erano rimasti in silenzio precedentemente. «Nel giro di meno di un mese sono arrivate 30-40 richieste di recupero, chi con decreto, chi no, gente silente per tutto il 2025». In questo contesto è emerso anche un procedimento, una richiesta di pagamento, da parte del Comune di Terni, una mossa che Foresti ha giudicato sorprendente vista la disponibilità al dialogo mostrata pubblicamente dall’amministrazione.
Nonostante queste difficoltà, il messaggio finale è stato di ferma difesa della famiglia Rizzo che starebbe lavorando duramente per sanare debiti non propri ed evitare il fallimento. «Stanno pagando dei debiti di altra gente, perché la precedente proprietà è stata una proprietà che ha fatto dei numeri folli lasciati in carico a loro» afferma il Direttore mandato via proprio dalla precedente gestione D’Alessandro e ritornato con la proprietà Rizzo. Foresti utilizza queste parole per sottolineare come i nuovi proprietari si stiano «spaccando il c..*» per gestire debiti e «disastri mai visti» accumulati da chi li ha preceduti, citando anche il lavoro incessante dei professionisti della società
Foresti ha voluto sottolineare il sacrificio dei nuovi proprietari e di alcuni tesserati come lui stesso (già nel periodo di Guida) e l’allenatore Liverani (precisa, prima che arrivasse lui – Foresti) che hanno accettato una riduzione dello stipendio per garantire il futuro della Ternana e affrontare i prossimi impegni sportivi con maggiore stabilità. Altre figure no, almeno secondo le parole di Foresti.


