DIEGO DIOMEDI
TERNI – Tutto ha inizio da un’intuizione di Andrea Vitali, titolare della TFC System, che ha scelto di fondere l’esperienza nei cablaggi elettromeccanici con il gioco più famoso del mondo. Quella che era nata come una passione condivisa tra padre e figlio si è evoluta rapidamente in The Bricks Factory, un vero e proprio brand dove la costruzione incontra la meccanica e l’informatica. In questa intervista, il team ci racconta come riescono a dare vita a strutture interattive complesse, dalle icone del territorio umbro fino a sistemi automatizzati gestiti tramite app, con l’obiettivo costante di superare i limiti della creatività.

Com’è nato il vostro gruppo e come vi siete conosciuti?
«Il nostro gruppo è nato da un’idea di Andrea Vitali, titolare dell’azienda TFC System specializzata in cablaggi elettromeccanici, che ha deciso di unire la passione per i LEGO condivisa con suo figlio alla tecnologia. Da quel momento è nato il desiderio di superare sempre i nostri limiti e di trasformare quella che prima era una grande passione in un vero e proprio brand, The Bricks Factory.»
Perché avete scelto proprio i Lego come forma di espressione creativa?
«Abbiamo scelto i LEGO perché rappresentano un linguaggio universale fatto di creatività, ingegno e libertà espressiva. Ci affascina la possibilità di combinare arte, meccanica e automazione, dando vita a strutture interattive e dinamiche che coinvolgono persone di tutte le età. Per noi i mattoncini non sono solo un gioco, ma uno strumento attraverso cui raccontare storie e trasformare idee in progetti concreti».

Che tipo di strutture originali realizzate più spesso e da dove traete ispirazione?
«All’interno della nostra città realizziamo strutture con una forte componente meccanica e tecnologica, traendo ispirazione dalla vita quotidiana e dal territorio in cui viviamo. Ad esempio, abbiamo costruito una funivia al ritorno da una settimana bianca, trasformando un’esperienza personale in un progetto creativo. Dal nostro territorio, abbiamo riprodotto strutture che fanno parte della nostra quotidianità come la Fontana di Piazza Tacito, la Rocca di Narni e la Pressa di Terni, con l’obiettivo di valorizzare le opere attraverso una chiave innovativa».
Qual è stata la creazione più grande o più complessa che avete realizzato finora?
«La creazione più grande è stata un ascensore LEGO completamente automatizzato, un progetto che ci ha permesso di integrare meccanica ed elettronica in modo avanzato. Tuttavia, dal punto di vista della complessità, abbiamo raggiunto l’apice sviluppando un sistema di controllo centralizzato dell’intera città tramite un’applicazione dedicata, che consente di gestire e sincronizzare tutte le strutture e le animazioni in tempo reale».

Come organizzate il lavoro: progettate tutto insieme o ognuno ha un ruolo specifico?
«All’interno di The Bricks Factory ognuno ha un ruolo specifico ma lavoriamo in costante collaborazione. C’è un ingegnere elettronico, uno meccanico e uno informatico che si occupano della parte tecnica e dell’automazione. La nostra costruttrice è ogni giorno all’opera per realizzare nuove strutture e trasformare le idee in modelli concreti. Il team comunicazione che è composto da un creator, un videomaker e un social media manager che raccontano il progetto e ne curano l’immagine».
Qual è il vostro sogno nel cassetto legato a questa passione?
«Il nostro obiettivo è unire le famiglie attraverso una passione condivisa e un’attività che stimoli creatività, inventiva e la voglia di superare sempre nuovi limiti. Vogliamo dimostrare che giocare può essere anche un modo per crescere, imparare e costruire qualcosa insieme».


