PERUGIA – Un’università che mette al centro le persone. E’ quella disegnata dal rettore Massimiliano Marianelli nel corso dell’apertura del nuovo anno accademico di UniPg.
«Le parole che guideranno il nostro cammino sono semplici ma esigenti: ascolto, partecipazione, programmazione – ha affermato Marianelli nella prolusione – Per me queste tre parole non sono uno slogan: sono un criterio di governo. E sono il modo più concreto per trasformare una storia antica in futuro possibile, senza perdere nessuno lungo la strada».
PERUGIA E L’UMBRIA
Non un ateneo centralizzato ma diffuso. «L’Università di Perugia è l’Università dell’Umbria – ha aggiunto – Le sedi di Terni, Assisi, Castiglione del Lago, Foligno, Gubbio, Narni, e tutte le realtà in cui operiamo non sono periferie. Le sedi non sono un inventario: sono una geografia di responsabilità. E ogni responsabilità, per essere vera, deve avere un’identità riconoscibile e un progetto leggibile».
SANITÀ
E su Medicina e sul rapporto tra Università e sanità pubblica ha detto: «Desidero essere molto chiaro: la qualità della formazione, la qualità della ricerca e la qualità dell’assistenza costituiscono tre dimensioni inseparabili. E per noi questo significa anche tutelare la missione universitaria dentro l’ospedale: formazione, ricerca e assistenza devono restare in equilibrio, altrimenti si indeboliscono tutte e tre. L’asse Azienda ospedaliera-università funziona quando riesce a tenere insieme cura della persona, formazione dei professionisti e innovazione scientifica».
PACE
Marianelli ha quindi ricordo l’evento di ieri ad Assisi: «Con numerosi rettori e rettrici, italiani e di atenei esteri abbiamo scelto di lavorare alla redazione di una Carta condivisa: “Università, Ponti di Pace”. Non una dichiarazione simbolica, ma un impegno concreto: educazione alla pace, nuovi percorsi formativi, tra cui l’attivazione di un corso dedicato che avrà sede proprio ad Assisi, e la nascita di un Centro Studi internazionale aperto alla collaborazione di tutte le università che vorranno condividere questo cammino, a partire da tutti i firmatari della Carta».
RELAZIONI INTERNAZIONALI
L’UniPg guarda al mondo: «In ambito di cooperazione internazionale, l’ateneo, già in questi primi mesi, sta rafforzando il proprio impegno su tematiche di forte rilevanza europea e globale, oltre al progetto Iupals di cui siamo stati riferimento nel rettorato che mi ha preceduto, aderendo a iniziative quali Unicore 8.0 per i corridoi universitari a favore di studenti rifugiati. Parallelamente, sono state avviate nuove collaborazioni con Paesi africani nell’ambito del Piano Mattei e sottoscritti nuovi accordi di cooperazione internazionale, tra cui con Brasile e Stati Uniti».
ISTITUZIONI
Per tagliare traguardi importanti serve una sinergia profonda tra ateneo e istituzioni: «Il lavoro dell’Università è un impegno laico nel senso alto del termine: un impegno di tutte e di tutti per il bene della comunità. E questo bene comune cresce quando le istituzioni collaborano».


