Vertenza Unicoop, l’Accordo quadro solo sulla seconda fase del complesso piano industriale 2025-2027

«Riguarda soprattutto la tutela occupazionale, il piano di incentivi per gli esodi volontari e la previsione che la cessione di 24 supermercati avvenga in uno scenario atto a garantire la continuità gestionale»

TERNI – L’accordo quadro arriva a metà percorso, ma almeno arriva. Il 5 marzo 2026, Filcams Fisascat e UILTuCS congiuntamente alle delegazioni territoriali e alle Rsu ,hanno incontrato i vertici di Unicoop Etruria per proseguire il confronto sulla riorganizzazione della cooperativa. «Ferma restando la contrarietà più volte espressa dalle organizzazioni sindacali – fa sapere la Cgil – rispetto ad alcune scelte intraprese dalla società, al termine di un negoziato complesso reso difficile anche dalla necessità di ridurre le distanze su nodi particolarmente rilevanti, si èf inalmente raggiunto un Accordo quadro che riguarda soprattutto la tutela occupazionale, il piano di incentivi per gli esodi volontari e la previsione che la cessione di 24 supermercati avvenga in uno scenario atto a garantire la continuità occupazionale e gestionale. 

«Il confronto coi sindacati è stato portato avanti con correttezza e spirito costruttivo da entrambe le parti – dichiara Gianni Tarozzi, presidente del Consiglio di Gestione di Unicoop Etruria – questa fase si concluderà nei prossimi mesi con un nuovo assetto organizzativo e una presenza più equilibrata sui territori per ottimizzare risorse e competenze, migliorare l’efficienza operativa e rafforzare l’offerta commerciale della Cooperativa».

Nel quadro del Piano industriale, Unicoop Etruria intende mantenere una presenza capillare in Toscana e sviluppare una presenza più armonica e sostenibile in Umbria, nell’alto Lazio, nella città di Roma e nella provincia dell’Aquila, con l’obiettivo di continuare a rappresentare per soci e clienti un punto di riferimento per la spesa quotidiana e per la promozione di iniziative di valore per le comunità locali.

Nei prossimi mesi saranno fatti investimenti significativi per l’ammodernamento e l’innovazione, sia strutturale che tecnologica, di punti vendita e magazzini logistici e per aumentare la convenienza in difesa del potere di acquisto di soci e clienti. Verranno inoltre stanziate risorse destinate alla formazione dei lavoratori per offrire un sostegno concreto allo sviluppo professionale. Nel biennio 2026-2027 sono previste inoltre ristrutturazioni profonde in 18 supermercati in Toscana e nel Lazio e l’apertura di 3 nuovi punti vendita in Umbria, a Terni, Gubbio e Norcia.

Grazie all’intesa raggiunta 180 lavoratori in esubero nella sede di Vignale Riotorto e nei presidi di Castiglione del Lago, Terni e Roma, potranno beneficiare di un importante piano di incentivi all’esodo, per quanto riguarda la cessione dei 24 negozi a insegna Coop e Superconti, un impegno preciso a garantire rilevanti strumenti di tutela per i lavoratori. «Il Gruppo Unicoop Etruria – fanno sapere le organizzazioni sindacali – si impegna a non intraprendere ulteriori processi di cessione o chiusura sulla rete di vendita fino al 31 dicembre 2027, cioè fino al termine del piano industriale.

L’Accordo stabilisce che per il personale delle sedi di Vignale, Castiglione e Terni ritenuto in esubero a seguito della fusione, il licenziamento potrà avvenire esclusivamente sulla base dell’adesione volontaria di lavoratrici e lavoratori (non opposizione) a un piano di esodo incentivato: lavoratrici e lavoratori potranno comunicare la propria disponibilità ad aderire all’esodo entro 45 giorni da quando sarà conclusa la procedura.  L’importo base dell’incentivo per un IV livello è stato aumentato a 40mila euro  lordi, da riparametrare ai livelli e riproporzionare all’orario di lavoro. Il preavviso sarà pagato in aggiunta all’incentivo anche se non lavorato. L’importo si ridurrà gradualmente solo per chi si trova entro 12 mesi dalla maturazione dei requisiti pensionistici e comunque fino ad un minimo di 10mila euro  lordi per un IV livello da riparametrare e riproporzionare».

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