M.BRUN.
PERUGIA – Il colmo della sanità umbra? Finora i direttori scelti dal centrodestra sembravano essere meno competenti di quelli scelti dal nuovo centrosinistra.
E pareva una verità assodata. Ma ora anche su questo si deve ora riflettere: l’ultimo ad avere avuto un ruolo, ma di primissimo piano, è il D’Angelo che da direttore generale della sanità regionale umbra aveva sommato molte critiche, ma soprattutto era anche stato al centro del bombardamento, in campagna elettorale, arrivato da Proietti sulle liste d’attesa – suo dire – insostenibili.
Risultato: le liste d’attesa con Proietti presidente e assessore alla sanità sono aumentate e probabilmente sono in inarrestabile ascesa, visto che la convenzione con i privati della sanità, in scadenza il primo aprile, non si riesce a fare.
Diciamo probabilmente, perché mentre D’Angelo comunicava i numeri, adesso i ritardi nelle liste d’attesa sono diventati una sorta di segreto di Stato (staterello) per la nuova Regione.
Non solo: D’Angelo nello specifico è stato chiamato a guidare la strategica Azienda Zero nella cabina di regia della sanità del Piemonte, che è ben più grande dell’Umbria e che prevede competenze che vengono ora riconosciute.
Indovinate di cosa si occupa l’azienda PuntoZero? Di liste d’attesa e servizi sanitari da riorganizzare. Evviva.
Altri esempi di direttori passati da qui? Bizzarri è diventato direttore generale dell’ospedale di Treviso, una delle meraviglie sanitarie italiane.
De Fino è a capo dell’Irccs della Basilicata.
De Filippis è alla Asl di Potenza, Giannico direttore generale del Mater gratiae di Olbia.
Stai a vedere che si dovrà tornare a chiamare qualcuno di questi.


