Terni/ Il nuovo Bandecchi cambia tutto e riparte da una Giunta che è un ponte sul futuro: il suo e quello della città. Riuscirà?

Un vicesindaco, più etereo di un Gianni Letta, che è il contrario del precedente. Gli assessori non più comparse ma co-protagonisti, senza che questo sembri dar fastidio al lider maximo. In gioco il Parlamento e la possibilità di determinare gli equilibri che verranno

di Marco Brunacci

TERNI – “Bandecchi 2, la vendetta”? Non sembra affatto. Piuttosto un ponte sul futuro. Il nuovo governo di Terni non è una prosecuzione del precedente con altri nomi, ma l’inizio di una fase nuova, che non è solo un repentino cambiamento nell’immagine. Finirà per funzionare? Vediamo.

  1. La nuova Giunta comunale ternana ha prima di tutto un “nuovo” leader, Bandecchi, ex “manoni rotanti”, che sembra sempre più, giorno dopo giorno, un convertito al pari di fra Cristoforo dei Promessi sposi. Non fosse per qualche residuo sorriso beffardo, nei sempre più rari post sul web, ci sarebbe da preoccuparsi. In fondo un po’ di nostalgia per quei suoi memorabili incipit: “Signori, non capite alcunchè”, prima o poi verrà a tutti. Magari anche a lui.
  2. Il “nuovo” Bandecchi di sicuro ha come obiettivo il prossimo Parlamento e si sta attrezzando. Ma ha in mente anche un futuro per Terni, in cui restare protagonista. La battaglia per il nuovo ospedale gli fa onore. L’argine che pone al (finora) indiscusso strapotere della Regione è una sorta di stimmate che presto potrà esibire. Bene o male, fa politica. E ora si vede.
  3. Il nuovo governo si avvale di attori non comparse, ma finalmente co-protagonisti, riuniti intorno a un vicesindaco che è l’opposto del precedente: etereo, impalpabile, equilibratissimo, silenzioso. L’ex Corridore ha lasciato la chat di Ap? Lui magari non c’è neppure. Se Corridore entrava a passi di carica di cavalleria, lui in punta di piedi. E’ la nuova facies del Governo ternano. Invisibile ma presente. Un Gianni Letta in mini minor? Perchè no.
  4. Gli assessori sono la terza novità: vivono di luce propria e la grande novità è che al lider maximo questo non pare dia fastidio. Anche stavolta vanno da sinistra a destra, cercano di essere in sintonia con pezzi di città. Hanno competenze, lo fanno sapere, ma si muovono felpati. Da Annibaldi a Ghione alla Laudadio. Un nuovo approccio. Oddio, il principe di Metternich a Palazzo Spada? Forse.
  5. Una questione resta irrisolta: ma questo nuovo Bandecchi, che ti aspetti traduca in livornese il Cantico delle creature, durerà? Mai dire mai, come ammoniva il filosofo 007.

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