Il cinema come strumento educativo per le scuole

Il progetto

PERUGIA – Oltre 12.500 studenti delle scuole umbre di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, sono stati coinvolti per tre anni in proiezioni cinematografiche e attività laboratoriali dedicate al linguaggio audiovisivo, completamente gratuite per i beneficiari.
Per illustrare le attività svolte e per annunciare quelle nuove previste per l’anno scolastico in corso ancora nei territori di Perugia, Foligno, Spoleto, Terni e Magione, con al centro sempre il cinema come strumento educativo e di crescita dei pubblici dell’audiovisivo, martedì 24 marzo a Perugia, nella Sala Fiume di Palazzo Donini, si è tenuta una conferenza stampa alla presenza di organizzatori, istituzioni e dirigenti scolastici.
Artefici del progetto – grazie ai bandi Cinema e Immagini per la Scuola/Progetti di rilevanza territoriale, promossi da MiC (Ministero della Cultura) e MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito) – una rete di soggetti umbri a vario titolo impegnati nella promozione dell’audiovisivo (Anonima Impresa Sociale, DENSA coop. soc., Immaginazione coop. soc., Pars Film) insieme a una solida rete di sale cinematografiche partner (PostModernissimo, Metropolis, Politeama, Sala Pegasus, Clarici, Nuovo Cinema Carpine).
Alla conferenza stampa sono intervenuti: Fabio Barcaioli, assessore regionale all’istruzione e alla formazione, alle politiche giovanili e alla partecipazione; Sonia Broccatelli, responsabile per il coordinamento delle attività di Umbria Film Commission e primo referente per le produzioni cinematografiche in Umbria; Giulia Paciello, presidente Densa cooperativa sociale; Giacomo Caldarelli, presidente Anonima Impresa Sociale; Matteo Mancini, rappresentante legale Immaginazione società cooperativa sociale; Alessandro Pambianco, socio amministratore PARS Film ed esperto didattica del cinema; Jacopo Tofanetti, dirigente scolastico della “Direzione Didattica Comparozzi – secondo circolo di Perugia”.
“Educare all’audiovisivo è uno strumento essenziale di comprensione della società” ha esordito Caladarelli, per poi aggiungere: “Il cinema è una porta di accesso al mondo della cultura con una presenza sul territorio costante come presidio sociale fondamentale. Dopo che i due ministeri hanno trovato dotazioni per progetti di questo tipo, abbiamo iniziato il progetto toccando tutti i generi del cinema, facendo formazione sul linguaggio audiovisivo e portando nelle scuole temi adatti ai giovani. I risultati sono interessanti, per formare spettatori ma anche registi e sceneggiatori del futuro”.
“In alcune scuole – ha aggiunto Pacello – sono state fatte settimane intere di produzione con i ragazzi per una socialità che è in grado di sviluppare creatività, perché i giovani sono capaci di vedere, ascoltare ma anche produrre. I ragazzi sono andati al cinema, lo hanno analizzato incontrando professionisti nell’ambito delle professioni cinematografiche, dopodiché sono tornati in classe, hanno elaborato quanto visto e hanno loro stessi partecipato a dei laboratori in cui, acquisendo tecniche e competenze legate appunto allo sviluppo di prodotti audiovisivi, hanno realizzato piccoli cortometraggi e animazioni video sotto forma di spot pubblicitari per sensibilizzare su tematiche di cittadinanza attiva, bullismo, violenza di genere”.
“Il primo anno – ha proseguito Pambianco – abbiamo affrontato l’evoluzione del cinema, quindi dall’analogico al digitale, raccontando anche gli effetti speciali. Lo scorso anno il titolo era Alieni in Sala, raccontando quindi l’altro anche come inclusione. Quest’anno invece il tema è stata la comicità, per raccontare un modo più divertente di guardare alla realtà ma per far nascere pure un senso critico”.
Di una risposta “molto positiva” dei bambini e dei ragazzi ha parlato anche il dirigente scolastico Tofanetti, con Mancini che ha inoltre sottolineato un altro aspetto “fondamentale” del progetto, quello di far riscoprire la fruizione delle sale cinematografiche ai più giovani “bombardati sempre più in casa da piattaforme tv”.
Con decine di ore di proiezioni in sala cinematografica, migliaia di ore di attività laboratoriali e oltre 100 cortometraggi originali realizzati, con il coinvolgimento di oltre 7.500 studenti, è stata messa in campo una progettualità articolata, resa possibile dall’attiva partecipazione di centinaia di docenti e dal lavoro di decine di esperti e che ha restituito alla comunità scolastica regionale oltre 250.000 di euro di contributi, destinati allo sviluppo dei pubblici e al rafforzamento dell’educazione all’immagine come strumento culturale, formativo e di cittadinanza attiva.
Nelle diverse aree regionali, gli stessi soggetti, in forma singola od associata, sono stati partner di numerosi altri progetti di educazione all’immagine realizzati grazie ai bandi di Cinema e Immagini per la Scuola che vedono le istituzioni scolastiche come soggetti promotori. Tali progetti hanno nel triennio coinvolto un ulteriore numero di istituzioni scolastiche per un totale di oltre 5.000 studenti.
I progetti realizzati hanno permesso a bambine, bambini e adolescenti di avvicinarsi al cinema non solo come esperienza di visione collettiva, ma anche come occasione di apprendimento, confronto e sperimentazione. Attraverso percorsi laboratoriali, incontri e proiezioni guidate, il linguaggio audiovisivo è diventato uno strumento per stimolare lo spirito critico, la creatività e la partecipazione.
Il risultato è frutto di una collaborazione strutturata tra scuole, enti culturali, sale cinematografiche e realtà del territorio, che ha contribuito a rafforzare il legame tra il mondo dell’istruzione e quello della produzione e fruizione cinematografica, valorizzando il ruolo della scuola come presidio culturale e sociale.
L’esperienza maturata in questi tre anni conferma l’importanza di investire in politiche pubbliche dedicate all’educazione, all’immagine nelle giovani generazione partendo dall’istituzione scolastica, per generare un impatto concreto e duraturo sulle comunità locali, ampliando e rinnovando i pubblici del cinema e dell’audiovisivo.
Dopo aver approfondito il tema della tecnologia e la figura dell’alieno nell’immaginario cinematografico, in questi giorni stanno inoltre prendendo avvio le attività previste per l’anno scolastico 2025/2026, che saranno incentrate sulla comicità al cinema e che coinvolgeranno nuovamente studenti e studentesse nei territori di Perugia, Foligno, Spoleto, Terni e Magione, confermando la continuità e il radicamento territoriale del progetto.
“La formazione cinematografica – ha poi affermato Broccatelli di Umbria Film Commission – rappresenta uno strumento culturale privilegiato per uno sguardo empático sulla realtà, con il cinema che è un grande strumento di partecipazione e di sviluppo di un pensiero critico. I ragazzi dopo percorsi di questo tipo escono trasformati, perché il cinema tocca nel profondo. Questo lavoro è quindi importante e credo che debba essere ancora più sostenuto”.
E su questo aspetto è intervenuto in conclusione anche l’assessore regionale Barcaioli: “A questo tavolo c’è quello che vogliamo portare nel connubio tra scuola e politiche sociali che stiamo costruendo. Viviamo in un momento storico in cui didattica, inclusione, politiche culturali vengono tagliati ma noi stiamo puntando su una nuova riprogrammazione. La scuola solo con finanziamenti del ministero non sta in piedi, la società si è trasformata e ha esigenze nuove e la scuola da sola non risponde più”.
E ricordando la política che sta costruendo la Regione di “Patti educativi e comunità educanti” ha sottolineato: “Chiederemo al terzo settore di portare dentro la scuola attività didattiche legate alla lettura, al cinema. Questo progetto può stare quindi benissimo qua dentro per una scuola non solo di programmi ministeriali ma che aiuta la crescita anche in altro modo. Un progetto ambizioso sul quale scommettiamo tanto perchè il connubio tra terzo settore, cultura, didattica e scuole è il futuro che dobbiamo costruire”.

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