TERNI – Domenica 19 aprile 2026 alle ore 17.45 la Casa delle Donne di Terni ospita un evento teatrale di rara suggestione: «Maturina fantesca, erede di Leonardo da Vinci». Scritto e interpretato da Patrizia La Fonte, lo spettacolo torna in scena per il biennio 2026-2027 dopo aver raccolto successi in ogni angolo del pianeta, da Algeri a Jakarta. La tappa umbra, proposta da Progetto Mandela, si configura come una ripresa preziosa per immergersi nelle atmosfere e nella lingua del Cinquecento. Al centro della narrazione troviamo Maturina, figura realmente esistita e citata nel testamento di Leonardo, che trascorse con lui gli ultimi sedici anni di vita tra la Toscana e la Francia. Attraverso il suo sguardo laterale e ironico, il pubblico viene trasportato nel novembre del 1519 nel maniero di Clos Lucé. Qui, tra scritti e ritratti pronti per essere consegnati agli eredi ufficiali, la governante rompe la quarta parete e dialoga direttamente con gli spettatori, scambiandoli per banchieri, pellegrini o emissari del re.
Il testo è redatto in un italiano cinquecentesco godibile e immediato che restituisce le dicerie domestiche, le riflessioni sulle arti e le scienze, e i ritratti umani di figure come Francesco Melzi e Giacomo Caprotti. Maturina si lusinga di aver conversato a lungo con il Maestro, offrendo consigli a colui che, come ricordato dal Vasari, «per l’intelligenza de l’arte cominciò molte cose e nessuna mai ne finì». Irene Loesch, tra i fondatori di Progetto Mandela, sottolinea con entusiasmo il ritorno in città di Patrizia La Fonte, già docente dei laboratori e attrice del Progetto Socrate, definendo lo spettacolo un regalo raffinato e divertente per la comunità. L’attrice vanta una carriera eccezionale tra teatro, televisione e cinema, avendo lavorato con registi del calibro di Mario Monicelli, Ferzan Özpetek e Nanni Loy. L’esperienza non si esaurirà con la performance teatrale. A conclusione del pomeriggio verrà offerta una degustazione ispirata ai sapori del Cinquecento fiorentino. I partecipanti potranno assaggiare il celebre «pan di ramerino» e l’acquarosa, seguendo l’autentica ricetta risalente ai tempi di Leonardo Da Vinci. L’appuntamento è fissato in via L. Aminale 20-22 a Terni.



