TERNI – Il “presidente espresso”, nominato dalla sera alla mattina ai vertici di Asm dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi, seguendo l’insolita procedura d’urgenza, diventa un caso politico. E amministrativo. A sollevarlo, in Commissione garanzia e controllo, Marco Cecconi (FDI). A condividerlo i collegi di minoranza, che firmano l’esposto alla Corte dei contri e all’Autorità nazionale anticorruzione.
Sulla designazione per somma urgenza, si è espresso anche il segretario generale di Palazzo Spada, che richiama a «quanto disposto dal vigente Piano Integrato di Attività e Organizzazione – sezione anticorruzione – e dalla deliberazione del consiglio comunale n. 27/2024, ove viene disciplinato il processo relativo alle nomine di competenza del sindaco, prevedendo specifiche misure di prevenzione del rischio corruttivo, tra cui la pubblicazione di un avviso, la raccolta e comparazione dei curricula e il rispetto degli obblighi di trasparenza». «Tali misure attengono al corretto svolgimento del procedimento – scrive nella relazione Iole Tommasini – e sono finalizzate a garantirne la tracciabilità e la trasparenza del procedimento, pur nel rispetto della competenza e del carattere fiduciario della scelta. Alla luce degli elementi acquisiti, si rileva che, nel caso in esame, non risultano applicate le suddette misure previste dal Piao. Le motivazioni rappresentate, connesse all’urgenza e alla natura fiduciaria della designazione, non appaiono idonee, in assenza di una specifica previsione derogatoria, a escludere l’applicazione delle misure di prevenzione previste dall’Ente».


