Fila in una galleria del raccordo (foto di repertorio)
Fila in una galleria del raccordo (foto di repertorio)

Nuovo incidente e altro caos sulle strade perugine, ma i niet-cong stoppano ancora il Nodo di Perugia

Dopo anni di inammissibili ritardi di nuovo tutto fermo. La protesta di Arcudi (Umbria civica): «Basta annunci e no a tutto, serve la volontà politica per giungere al risultato dopo decenni»

di Marco Brunacci

PERUGIA – La triste storia del Nodo di Perugia continua.
L’attuale governo umbro le ultime elezioni le ha vinte con i voti determinanti dei niet-cong (ricordate: i viet-cong, esperti in sabotaggi in Vietnam per battere l’esercito Usa con Kennedy e Johnson presidente?) e quindi nessuno se la sente di ricordare che fu il centrosinistra di governo il primo a optare per una soluzione di questo tipo per la viabilità in ingresso.
Perchè usiamo questa espressione? Perchè è assolutamente ovvio che esistano progetti diversi per un’opera di questo impatto. Il problema è che non si possono far passare altri secoli a scegliere il migliore.
E’ questa infatti la tecnica vincente usata dai niet-cong, quelli che nella maggioranza che guida l’Umbria dicono no a tutto ed hanno buon gioco nel premiare piccoli interessi e penalizzare l’interesse generale, che è quello di dare una via d’accesso vera alla città capoluogo di regione.
Il dibattito torna a infiammarsi dopo l’incidente con diversi mezzi coinvolti all’altezza di San Martino in campo e che si è trasformato nel solito disastro per la viabilità. Con intasamenti, nervi saltati, ritardi di tutti e un sacramentare diffuso per l’aere.
Il Nodo di Perugia – ormai non è più possibile sapere se è la migliore soluzione esistente sul pianeta, perchè la politica ha avuto 25 anni per stabilirlo – va solo realizzato.
Questo è sotto gli occhi di tutti, se gli occhi dell’amministrazione e della politica umbra sono rivestiti dalle fette di prosciutto dell’ideologia si finisce nel burrone tutti insieme.
Fatto sta che il Comune “studia” il caso, la Regione aspetta dal Ministero lo sai tu cosa, e tutti insieme ballano sulla testa dei poveri cittadini umbri. I perugini in primis, quelli che dalle altre città devono venire a Perugia per lavoro, subito dopo.
Fa benissimo il leader di Umbria civica, Nilo Arcudi, a riproporre l’ennesima interrogazione in assemblea legislativa. La spiega con un giudizio di sintesi che fotografa la situazione: “Basta annunci e no a tutto, serve la volontà politica di sostenere il Nodo di Perugia”. Amen.
Tanto più che questo fronte è uno di quelli nel quale la battaglia è tutto meno che di schieramenti. Fu il centrodestra al Comune di Perugia ad avere un’ala pensosa e riflessiva, che riuscì a contribuire al ritardo, prima del grande successo dei niet-cong.
E’ troppo chiedere che qualcuno torni a ragionare e si indichi almeno la soluzione – che si realizzerà comunque tra anni – del problema che, per infingardaggine di tanta parte della classe politica, tiene prigioniera la città di Perugia?

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