TERNI – Ci sono voluti i partigiani, il 25 aprile, una delle pagine più gloriose della Nazione e anche dell’Umbria. Stefano Bandecchi e Stefania Proietti, dopo mesi di attacchi al limite dell’insulto, si sono ritrovati a Palazzo Spada e hanno dato vita ad una bella e sentita cerimonia di commemorazione della Festa della Liberazione.
Il sindaco, in grande forma, ha dispensato strette di mano, sorrisi e parole appropriate. Compresa una battuta nei confronti della governatrice Proietti: «Hai visto che ti ho fatto entrare in Comune!». La presidente ha ricambiato con sorrisi e con commozione, presa anche lei dallo spirito di una festa che è fatta per unire e non per dividere. In un’aula consiliare gremita, Comune e Regione hanno dato il meglio, dimostrando che si può essere anche rappresentare congiuntamente la città di Terni.
Al di là della sentita cerimonia, restano profonde divisioni tra Stefano Bandecchi e Stefania Proietti. Resta soprattutto il tema di una città, Terni, che si sente penalizzata dalle scelte della Regione dell’Umbria. Un sentimento che parte da lontano, ma che in questi ultimi mesi si è acuito. Tanti i terreni di scontro che hanno visto Comune e Regione contrapposti. Sul campo di battaglia, la vicenda della clinica e dello stadio con gli immancabili riflessi sulla Ternana; e il nuovo ospedale, che non riesce a decollare neanche per quanto riguarda la localizzazione. Negli ultimi giorni, come se non bastasse la carne sul fuoco, si sono aggiunti: la possibile ubicazione dell’Usl di Terni a Foligno e la soppressione dell’unico centro di riabilitazione della Conca, la Domus Gratie.














