Sanità, il Centrodestra fa le barricate a Terni: «No alla fusione delle ASL»

Melasecche, Pace, Pernazza e Rossi al sit-in sotto la sede ternana

TERNI – Il centrodestra ternano torna a farsi sentire e lancia un duro attacco alla nuova giunta regionale guidata da Stefania Proietti. Davanti alla sede dell’USL Umbria 2, i rappresentanti locali della coalizione e delle liste civiche hanno dato vita a un presidio di protesta per ribadire un secco “no” all’ipotesi di fusione delle due aziende sanitarie regionali, sventolando un volantino dal titolo inequivocabile: «Giù le mani da Terni, no alla ASL unica». Al centro della polemica c’è il paventato smantellamento del presidio sanitario ternano a favore di un accentramento perugino, una scelta che l’opposizione definisce come l’ennesimo capitolo di una storica politica di penalizzazione ai danni del sud dell’Umbria.

Ad aprire gli interventi è l’esponente di centrodestra Enrico Melasecche, che ha puntato il dito contro l’atteggiamento della maggioranza in Consiglio Regionale: «Abbiamo presentato una mozione per fai dire alla presidente Proietti a fare chiarezza, in modo definitivo, che non intende chiudere la ASL Umbria 2. La prima volta ci hanno impedito di metterla all’ordine del giorno, la seconda volta l’intera sinistra (AVS, Movimento 5 Stelle e PD) ha tagliato la corda pur di non votare.» Melasecche ha poi allargato il campo, parlando di una linea politica che penalizza Terni anche sul fronte culturale e amministrativo, citando l’assenza della città agli eventi del Salone del Libro di Torino: «Si prosegue una politica decennale contro Terni. Non si può più andare avanti così, tutta la cittadinanza deve protestare».

A rincarare la dose è Eleonora Pace, che esprime forte preoccupazione per le mancate rassicurazioni da parte del vertice di Palazzo Donini. «Se prima erano voci, oggi la fusione sta diventando una certezza. La frase della presidente Proietti — “Non posso né smentire né confermare” — ci preoccupa seriamente. Togliere la ASL a Terni non è un tema nuovo, c’era chi ci provava già dal 1995. In un momento in cui si parla di sanità di prossimità, smantellare questo presidio è impensabile.» Pace ha poi tracciato un bilancio critico sulla gestione dei dossier sanitari caldi, parlando di uno stallo complessivo: «Sul nuovo ospedale siamo arenati da sei mesi. E sul fronte del personale la situazione è drammatica: delle 711 assunzioni promesse per il 2025, a metà del 2026 ne sono state realizzate solo la metà, e non esiste ancora un piano per l’anno in corso. Con cosa riempiranno le case di comunità promesse?».

L’attacco politico si fa ancora più stringente con l’intervento di Laura Pernazza, che accusa la governatrice e gli esponenti della maggioranza di incoerenza rispetto al passato: «Meno servizi significa meno peso politico per Terni. Ci accusano di becero campanilismo, ma vorrei ricordare alla sinistra, e a chi come Thomas De Luca oggi siede in maggioranza, che quando erano all’opposizione parlavano di “saccheggio dell’Umbria meridionale”. Oggi che governano, dimenticano tutto.» Prosegue inoltre: «La stessa Proietti, nelle sue linee programmatiche, non ha mai fatto menzione di questa fusione. Sta smentendo il suo stesso programma elettorale. Oltre alla ASL, assistiamo al blocco del progetto del nuovo ospedale e ai ricorsi al TAR sullo stadio-clinica: questa giunta deve invertire la rotta».

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