Tensioni tra assessori e dirigenti per la carenza di personale. A rischio persino gli sportelli al pubblico
TERNI – Palazzo Spada e il Pentagono sono un deserto: manca il personale sia in piazza Ridolfi che in corso del Popolo. Tensioni tra gli assessori e i dirigenti, che hanno difficoltà ad attuare progetti e interventi per la città. Interi servizi non riescono ad andare avanti. Mancano i dipendenti in settori strategici come gli sportelli al pubblico, ad iniziare da quelli dell’anagrafe e dello Stato civile, con file interminabili ogni giorno sui marciapiedi di corso del Popolo. Mancano geometri e architetti nei settori della progettazione, quelli che portano all’ente decine di milioni di euro grazie alla partecipazione a bandi regionali e nazionali.
Mancano tecnici che esaminino le licenze edilizie e le autorizzazioni commerciali. Scarseggiano i ragionieri, coloro che autorizzano i mandati di pagamento ai fornitori. Mancano le maestre negli asili nido comunali, tant’è che Palazzo Spada ricorre alle esternalizzazioni e agli affidamenti alle cooperative. I dipendenti comunali sono ormai meno di 650. Il minimo storico. Da tre anni, Bandecchi assume solo vigili urbani e operai. Vigili che poi, magari, finiscono in ufficio ad occuparsi delle “scartoffie”, ed operai chiamati occuparsi del taglio dell’erba e della manutenzione delle strade. Anche se poi lo stesso Bandecchi ha fatto ricorso al global service eterno per la cura del verde. E anche se poi, ancora Bandecchi è pronto ad un mega appalto di 30 milioni di euro per bitumare le strade. Per la lotta alle buche, si fa riscorso dunque ai mutui e alle ditte private. Chissà che cosa faranno gli operai assunti a tempo indeterminato appena due anni fa. Chissà come verranno utilizzate le due macchine tappabuche costate al Comune centinaia di migliaia di euro.


