Il concerto di Zucchero a Umbria Jazz (foto Tommaso Benedetti)
Il concerto di Zucchero a Umbria Jazz (foto Tommaso Benedetti)

Umbria Jazz da record: 3 milioni di euro per 46mila biglietti

«È il suono di una comunità che cresce». I numeri del bilancio dell’edizione 2026

PERUGIA – Come per un concerto che ascolti una volta e ricorderai per sempre, le luci della cinquantatreesima edizione di Umbria Jazz si spengono con un nuovo doppio traguardo: 46.000 biglietti venduti e il record di incasso di 3 milioni di euro, confermando la forza di un progetto culturale che da oltre cinquant’anni mette al centro la musica, ma che nel tempo è diventato molto di più. Per dieci giorni Perugia è stata abitata da centinaia di musicisti, da migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo, da artisti di generazioni diverse, da giovani, famiglie, studenti e professionisti che hanno condiviso gli stessi spazi, le stesse piazze, gli stessi teatri.
I numeri del successo: oltre 46.000 biglietti venduti, oltre 3 milioni al botteghino, superando il precedente record di 42.035 e 2,38 milioni di euro del 2024 con un incremento del 26%. 500 musicisti e 80 band per una media di 28 appuntamenti al giorno per 10 giorni. Tutti sold out i 29 appuntamenti a pagamento al Teatro Morlacchi e alla Sala Podiani (entrambe + 38% incasso).
Partecipazione altissima per i quasi 160 eventi gratuiti a tutte le ore del giorno. Oltre 10.000 persone hanno partecipato gratuitamente al concerto di anteprima con Serena Brancale. Il servizio di trasporto pubblico, con il Minimetro (stimate 160 mila validazioni). le navette integrative e il coordinamento della Protezione Civile, ha garantito la gestione dei flussi di pubblico, contribuendo alla riduzione del traffico verso l’acropoli e assicurando la mobilità anche nelle fasce serali.
Ma dietro i numeri c’è la forza di una proposta artistica. L’edizione appena conclusa ha confermato l’equilibrio che da sempre rappresenta la cifra distintiva del festival: il grande jazz internazionale, le sue genealogie laterali, le musiche nere americane, il pop colto, il soul, ill gospel, le contaminazioni. Un festival pervaso da una eleganza essenziale, dove possono
convivere mondi vocali lontani e vitali come Cécile McLorin Salvant, Annie & the Caldwells e Laurie Anderson con le sue sperimentazioni e l’impegno civile; il pianismo colto e innovativo d Jason Moran e la saggezza di più vite di Charles Lloyd; le figure più carismatiche della musica che condividono lo spirito del jazz: da Sting a Zucchero e Gilberto Gil passando da Snarky Puppy e la Metropol Orkest (prima volta in Italia), Kingfish e Elvis Costello. Il Festival ancora una volta mostra la libertà di non consegnarsi mai a un’unica emozione. I concerti gratuiti hanno restituito il centro storico alla sua vocazione di spazio pubblica con und
programmazione a rotazione largamente apprezzata, animati dalla grinta di Jontè Mayon erede della tradizione black americana, o dal calore blues di Alan Harris, uno degli ultimi grandi crooner jazz americani, e da decine di altri grandi musicisti che tornano a Perugia con regolarità oppure dopo anni, scegliendo Umbria Jazz come luogo speciale del proprio percorso artistico. Le proposte più raccolte della Podiani hanno fatto ascoltare artisti originali come Ethan Iverson, Brandee Younger, Immanuel Wilkins, Kris Davis, appena eletta Pianiste dell’Anno Downbeat 2026. Le Berklee Clinics, il Conad Jazz Contest, le produzioni originali, i club, i teatri, le piazze e le jam session notturne hanno trasformato Perugia in una città che vive di musica a ogni ora del giorno.
Tutto questo si traduce in valore culturale. Immagini, incontri e applausi raccontano perché il festival continua a crescere
ed essere riconosciuto nel mondo: la capacità di creare
appartenenza e comunità. Per molti musicisti esibirsi a Umbria Jazz significa entrare in una storia condivisa, ritrovando un pubblico competente e curioso, una città che ascolta e accoglie, un festival capace di custodire la propria identità rinnovandosi continuamente. Una comunità che cresce con la musica, come accade per gli oltre 700 bambini che hanno partecipato per 9 giorni ai laboratori e alle iniziative di UJ4kids con le loro famiglie, per i 220 studenti del Berklee at UJ Clinics, un progetto unico che ha consentito negli anni a decine di studenti di accedere alla formazione superiore, costruendo a Perugia la propria identità di musicista.
Tra le novità di questa edizione, il ritorno “in house” della produzione e della gestione del merchandising, con il lancio di una nuova linea premium destinata a entrare stabilmente in catalogo e a essere commercializzata durante tutto l’anno. Durante il Festival i prodotti hanno registrato performance di vendita particolarmente positive nei tre punti vendita del centro storico e all’Arena Santa Giuliana, confermando l’elevato interesse del pubblico. Grande successo per la t-shirt manifesto con l’opera di Dario Fo La danza degli Zanni, per la collezione vintage e per la Limited Edition, esaurita in poche ore.

La foto è di Tommaso Benedetti

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