Tari a Perugia, l’opposizione: «Due pesi e due misure. Se gli aumenti dipendevano da altri, perché oggi le riduzioni diventano merito della Giunta?»

La nota di centrodestra e civici

PERUGIA – «Accogliamo con favore la riduzione della TARI annunciata per il 2026. Ogni diminuzione della pressione fiscale a favore di famiglie e imprese rappresenta una notizia positiva. Proprio per questo riteniamo necessario ristabilire con chiarezza alcuni elementi tecnici e istituzionali, evitando che un risultato derivante dal Piano Economico Finanziario venga impropriamente presentato come una scelta esclusiva della Giunta comunale»: lo affermano in una nota i consiglieri comunali di centrodestra e forze civiche.
«Nel 2025 – aggiungono – i cittadini di Perugia hanno subito un aumento della TARI pari al 6,47% per le utenze domestiche e al 6,02% per quelle non domestiche. In quella circostanza l’Amministrazione comunale sostenne che l’incremento derivava dal Piano Economico Finanziario (PEF) validato da AURI (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico) e dalle regole stabilite da Arera (Autorità nazionale di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Lo stesso criterio deve valere oggi».
Aggiungono dall’opposizione: «Gli atti ufficiali dimostrano infatti che il PEF 2025, pari a 56.693.182 euro, scende nel 2026 a 54.156.405 euro, con una riduzione effettiva del 4,47%. È quindi il nuovo Piano Economico Finanziario, predisposto dal gestore e validato da AURI, a determinare la diminuzione sulla quale vengono costruite le tariffe».
E ancora: «Vi è un ulteriore elemento particolarmente significativo. La relazione di accompagnamento precisa che il PEF 2026 è costruito sulla base dei dati contabili del bilancio 2024 del gestore, anno in cui di certo non può incidere Giunta Ferdinandi, mentre per le annualità successive vengono utilizzati anche i dati previsionali consentiti dal metodo tariffario. Le tariffe del 2026 derivano quindi dai costi effettivamente sostenuti e contabilizzati negli esercizi precedenti, riclassificati secondo il metodo ARERA, e non da risultati prodotti dalla Giunta comunale nel corso del 2026».
Proseguono dalla minoranza: «La stessa relazione evidenzia inoltre il percorso di consolidamento gestionale del sistema GEST-GESENU, maturato anche attraverso la definizione di importanti vicende giudiziarie e contabili che hanno interessato la società negli ultimi anni, tra cui il procedimento relativo agli impianti di Ponte Rio e Pietramelina e il giudizio davanti alla Corte dei Conti. Si tratta di elementi che contribuiscono a descrivere il quadro economico e gestionale sul quale viene predisposto il Piano Economico Finanziario. Se esiste quindi un merito tecnico nella riduzione del PEF, esso va riconosciuto innanzitutto al lavoro svolto dal gestore GESENU/GEST nella predisposizione del Piano Economico Finanziario e ad AURI, che lo ha validato nel rispetto della disciplina ARERA».
Concludono dal centrodestra: « Il Comune può certamente intervenire con agevolazioni sociali e con proprie risorse di bilancio, ma non può attribuirsi integralmente una riduzione che trova origine in un procedimento tecnico disciplinato dalla normativa. Ci sorprende infine che l’assessore Sartore che conosce perfettamente questi meccanismi si sia prestata ad una comunicazione così fuorviante. La coerenza istituzionale deve valere sempre: non si possono attribuire gli aumenti al PEF validato da AURI e presentare le riduzioni come esclusivo merito della Giunta. I cittadini meritano una comunicazione trasparente, rigorosa e fondata sugli atti ufficiali».

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