Cesi Porta dell’Umbria, l’albergo diffuso a Terni Reti

Gli impegni del PNRR sintetizzati in un atto di indirizzo del consigliere Marco Cecconi (FDI)

Au. Prov.

TERNI – Venti milioni di euro, 45 interventi complessivi, 160 gare di appalto, 17 cantieri pubblici, 32 cantieri privati, un borgo completamente rigenerato. Cesi Porta dell’Umbria diventa un hub per il turismo outdoor, fulcro di ospitalità diffusa e di cultura con i suoi palazzi, le torri e le chiese restaurate. Un progetto pilota che ha ricevuto una
menzione speciale da parte del Ministero della Cultura e che ha incontrato qualche criticità, come la realizzazione del percorso meccanizzato, con l’ascensore verticale partito tardi e quello inclinato stralciato( si parla di un più che probabile recupero della realizzazione dell’opera ) . Ora la notizia dell’affidamento a Terni Reti della gestione dell’albergo diffuso, l’atto di indirizzo del consigliere di Fratelli d’Italia, Marco Cecconi presentato nell’ultimo condiglio del 3 Agosto scorso . «Il borgo di Cesi è stato interessato a lavori nell’ambito di una linea di finanziamento di 20 milioni del PNRR, che avevano come priorità la creazione di un sistema di promozione del borgo al fine di renderlo strategico per tutto il territorio dell’Italia centrale, come hub sociale – per gli sport outdoor ( bicicletta-escursionistico , storico-culturale, turistico-ricettivo) . Considerato che sono stati spesi 3 milioni per l’intervento sull’ex convento Madre Francesca Pettica; un milione per le mura medioevali; 600mila euro per palazzo Stocchi; un milione e mezzo per l’ex convento di Sant’Onofrio; 400mila per il tiro a volo. Si impegna sindaco e giunta a procedere alla assegnazione degli spazi dell’ex convento Madre Francesca Peticca; a far sì che i progetti di cohousing e per la residenza sociale per anziani possano essere impiegati quanto prima; ad attivare un piano di valorizzazione delle mura medioevali e del percorso del sentiero delle torri; ad attivarne le manutenzioni unitamente alla formazione di guide escursionistiche che possano proporre delle escursioni guidate; ad arredare gli spazi interni di Palazzo Stocchi ed anche quelli dell’infopoint; ad individuare gli artisti a cui possano essere destinate le residenze ricavate nell’ex convento di Sant’Onofrio, dal momento che inizialmente erano spazi destinati alla scuola di design e di procedere alla assegnazione della gestione di quegli spazi».
E ancora: «A destinare il Tiro a Volo ed i relativi locali , quale centro servizi “campo alto” per tutte le attività di sport outdoor da praticare in montagna, ed a fare in modo che siano presenti nella gestione professionalità locali legate all’escursionismo e alla pratica della bici da montagna. Ad affidare la gestione dell’ex campo di calcio che nel progetto originario doveva funzionare da hub dei servizi “campo base” per gli sport outdoor anche se per evitarne degrado e abbandono. A curare con particolare attenzione la strada di Sant’Erasmo unica via di accesso alla montagna e a tutti i percorsi outdoor. A provvedere gli interventi sui parcheggi e sui percorsi meccanizzati pur stralciati dal PNRR con particolare riferimento all’ascensore inclinato al fine di non creare problemi alla popolazione locale ai turisti potenziali ed ai nuovi residenti; ad attivare una cabina di regia per seguire di pari passo gli aspetti sociali, culturali e di prospettiva del progetto; a favorire nel rispetto degli obbiettivi originari del progetto nuove attività commerciali e ricettive
In particolare rispetto a queste ultime ,di predisporre un’attività di coordinamento locale delle strutture private». Cecconi impegna Palazzo Spada a sostenere la valorizzazione degli sport outdoor inclusa la creazione di vie di arrampicata ,di percorsi per bici inclusa la gestione dell’ampio parco bici acquistato grazie ai fondi del progetto, pubblicizzandoli; di favorire il collegamento tra Cesi e i territori degli altri sette comuni dei Monti Martani avviato dalla precedente amministrazione e per il quale erano anche stati deliberati congiuntamente alcuni atti, considerando che tale progetto sarebbe servito ad ampliare la rete escursionistica e ciclabile verso l’Umbria centrale dando così un senso al titolo del progetto, Cesi porta dell’Umbria. E poi ad incrementare il numero di residenti come da progetto PNRR.

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