Bandecchi sbarra il passo agli scissionisti

Il super sindaco si precipita a Terni e decide di non procedere al rimpasto. Corridore resta fuori

TERNI – Mercoledì mattina, Stefano Bandecchi approda a Terni in pantaloncini corti. Il supersindaco arriva direttamente dal Mediterraneo. Non ha digerito per nulla la nascita del nuovo gruppo consiliare da parte di Marina Severoni, Federica Mengaroni, Andrea Colasanti e Andrea Sterlini. Ma fa buon viso: «Questo nuovo gruppo non è un problema, si chiama Con Bandecchi per Terni e quindi significa che sta con me», dice il sindaco entrando di buon mattino a palazzo Spada.  Un ingresso a passo veloce per una giornata che non conosce soste. Lo spartito è monocorde: ad ogni interlocutore, Bandecchi ripete che non ha alcuna intenzione di procedere ad un nuovo rimpasto di giunta. In barca, aveva sì, pensato di mettere mano all’esecutivo sostituendo almeno un assessore, ma ora, alla luce del nuovo (gruppo) nato, Bandecchi non  vuole toccare nulla. Per non rompere gli equilibri, seppure precari, che si sono raggiunti, e soprattutto perché non vuole dare l’impressione di cedere a ricatti. Bandecchi, il livornese figlio di un camionista, come spesso ama ricordare, non è fatto per piegare la testa.

Stefano Bandecchi esplicita ancora di più la sua volontà: «Nessun rientro di Riccardo Corridore». Il primo cittadino, nei giorni scorsi, aveva ipotizzato un ritorno del suo ex vice sindaco in giunta. Ora, no. Il sospetto che dietro la mossa dei quattro scissionisti ci sia il suo ex Vicerè, è troppo forte.

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