Asili nido, sparisce il contributo da 468mila euro. Ma il “costo zero” si trasforma in spese a carico del Comune

La nuova proposta cancella il contributo fisso, ma alcune spese che prima erano del gestore passano al Comune

R.U.

TERNI – Spariscono i 468mila euro di contributo al concessionario, ma non tutti i costi per il Comune. È questa la principale differenza che emerge confrontando la vecchia proposta per la gestione degli asili nido “Peter Pan” e “Asilo Aziendale”, poi ritirata, con quella nuova arrivata in Consiglio comunale.

Nella prima proposta il Comune prevedeva un contributo massimo di 156.050 euro l’anno, circa 468mila euro nel triennio, per garantire l’equilibrio economico della gestione.
Nella nuova versione quel contributo viene azzerato. Il concessionario dovrà sostenersi principalmente con le rette e assumersi il rischio della gestione.
Fin qui sembrerebbe un risparmio netto per Palazzo Spada. Ma leggendo meglio gli atti emerge un particolare importante.
Nella vecchia proposta la manutenzione ordinaria degli spazi e degli impianti era a carico del concessionario. Il documento lo diceva chiaramente: al Comune sarebbe rimasta la manutenzione straordinaria.
Nella nuova proposta, invece, manutenzione ordinaria e conduzione tecnica di locali e impianti tornano a carico del Comune. E Palazzo Spada dovrà sostenere anche la fornitura dei pannolini. 
C’è poi il capitolo delle rette agevolate ISEE. Il Comune pagherà direttamente al concessionario la differenza tra la quota versata dalle famiglie agevolate e la retta massima prevista. Il sostegno alle fasce più deboli era contemplato anche nella precedente proposta, ma nel nuovo atto questa spesa viene espressamente collocata fuori dal valore della concessione, con una copertura separata nel bilancio comunale. 
E allora il punto diventa semplice.
Prima il Comune metteva sul tavolo un contributo certo di circa 468mila euro in tre anni, mentre diversi costi operativi erano a carico del privato. Oggi quel contributo sparisce, ma alcune di quelle spese vengono riportate sulle casse comunali e diventano costi variabili.
Non è possibile dire oggi se alla fine il Comune spenderà di più o di meno: dipenderà dall’entità delle manutenzioni, delle forniture e delle integrazioni tariffarie.
Ma parlare semplicemente di “costo zero” rischia di raccontare solo una parte della storia.
I 468mila euro sono spariti dalla voce del contributo fisso. I costi, invece, non sono spariti tutti: in parte hanno semplicemente cambiato voce di bilancio.

Nuovo ospedale di Terni/ Betti (Pd) promette trasparenza. Ora dirà dove sono i soldi di Cdp, che fine fanno Colle Obito e Narni-Amelia. Oppure sarà un’altra messinscena

Un rimpasto tira l’altro: Cardinali rientra in giunta