Arvedi Ast: «Allarme caro energia, a rischio produzione e occupazione»

«Costi insostenibili». Il Gruppo siderirgico chiede l’attuazione dell’Accordo di programma su Galleto»

TERNI- Siamo arrivati a redde rationem. Sui costi energetici che penalizzano la produzione di Ast, il Gruppo Arvedi lancia un allarme chiaro:  «Non possiamo andare avanti in questa situazione. Serve l’energia della centrale di Galleto, altrimenti saremo costretti a tagliare il personale»

«Il Gruppo Arvedi, dal 2022, ha intrapreso un percorso di rilancio di Arvedi AST a Terni attraverso un piano di investimenti strategici – spiega l’ad, Dimitri Menecali – finalizzato al rilancio della competitività attraverso il riequilibrio e l’ottimizzazione delle capacità produttive dello stabilimento, massimizzando la produzione di laminati a freddo, riducendo contestualmente l’impatto ambientale dei processi e i costi di trasformazione. Oggi il peso dei costi energetici per Arvedi AST e per le industrie siderurgiche italiane è diventato insostenibile. Ci troviamo ad operare in un mercato europeo caratterizzato da forti distorsioni concorrenziali e da una sostanziale discriminazione nei confronti dei produttori italiani. Questi ultimi, infatti, sono costretti ad approvvigionarsi della loro principale voce di costo in un mercato energetico particolarmente penalizzante rispetto a quello dei principali concorrenti europei»

«Non chiediamo condizioni di favore – sottolinea Menecali – ma che un’impresa italiana che compete sul mercato europeo possa acquistare energia a condizioni comparabili con quelle dei propri concorrenti.

I danni che stiamo subendo sono tali da mettere concretamente a rischio la continuità produttiva e la sostenibilità economica e occupazionale dell’azienda.

In questo contesto, il Gruppo Arvedi, nell’interesse prioritario della tutela dell’occupazione e del futuro industriale dei propri dipendenti, ha portato avanti con determinazione il piano di investimenti di oltre 500 milioni di euro, anticipando significativamente le tempistiche previste dall’Accordo di Programma sottoscritto con le istituzioni.

L’ampliamento del differenziale di costo dell’energia rispetto ai maggiori concorrenti europei di Arvedi AST avrà come conseguenza un aumento dei costi di produzione così rilevante che, se trasferito sui prezzi di vendita, metterebbe i prodotti di Arvedi AST fuori mercato, con conseguenze rilevanti sui livelli produttivi e quindi occupazionali.

Per Arvedi AST è oggi, più che mai, indispensabile e strategico che vengano subito attuate le misure già individuate e formalizzate tra gli impegni previsti dall’Accordo di Programma del 2025. Tali misure consistono, da un lato, nell’accesso a una quota dell’energia idroelettrica prodotta in Umbria dalla Centrale di Galleto a condizioni economiche competitive e coerenti con gli effettivi costi di generazione dell’impianto e con gli impegni assunti nell’Accordo di programma e, dall’altro, nell’introduzione e nella piena operatività del contributo per l’utilizzo del rottame inossidabile.

L’attuazione tempestiva di questi interventi rappresenta una condizione essenziale per salvaguardare la competitività di Acciai Speciali Terni e garantirne i livelli occupazionali. Il perdurare nel tempo di queste condizioni di mercato così penalizzanti porterà inevitabilmente a misure che impatteranno la continuità produttiva. La questione energetica non riguarda soltanto Arvedi AST. Riguarda la possibilità per l’Italia di mantenere produzioni industriali strategiche, sostenendo investimenti, occupazione e transizione ecologica».

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