Marco Brunacci
MONTEFALCO (Perugia) – “Vino a territorio, quale futuro?”. Ma il problema è il presente, non il futuro.
E non del vino, ma del territorio.
Pronti: dibattito giovedì scorso al Museo di Montefalco per la Notte Gialla di Coldiretti.
Il motivo del “giallo” Coldiretti? Piove sulla testa dei relatori e nessuno dice bah, forse per cortesia o per complicità. E una compatta pattuglia di informatori non se ne accorge.
Come è possibile? Indaga Hercule Poirot?
Ma no, tutto già risolto.
Dai un’occhiata al web e una sconsolata Serena Marinelli, inappuntabile direttrice del prezioso complesso museale, risponde a chi chiede: “Si, pioveva”.
Sulla testa dei relatori? Anche sul naso.
Brave persone. Non hanno preso la porta e non se ne sono andate.
Ma chi ha seguito il dibattito, mche con telecamera, possibile non si sia accorto di nulla?
Vabbè questo è il minimo: qui vengono pubblicate senza batter ciglio prese di posizione del potere costituito della politica in Regione che confondono la realtà con i desideri.
Per due gocce d’acqua in testa non c’è da far tragedie.
Non fosse che il Museo di Montefalco è un santuario dell’arte umbra, bisognerebbe entrarci con il saio e la cenere e dopo cento reverenze.
Ha retto al terremoto e adesso rischia di non sopravvivere agli improvvisati e sciagurati amministratori attuali.
Avete presente quel motto tramandato dalla storia secondo il quale, a Roma, “quello che non fecero i barbari, lo fecero i barberini” con riferimento a una nobile famiglia molto avversata?
Qualcuno ci salvi, dalle cosmiche disgrazie e da certe ammistrazioni di Patto Avanti.
Ps. Il presente articolo serva ai potenti piccoli e grandi di questa regione come denuncia. Alla quale segua un intervento adeguato per salvare i bene pubblico di inestimabile valore.

