Aft del Perugino. «Le carenze della continuità assistenziale non si risolvano depotenziando la sanità territoriale»

Peltristo (Forza Italia) si appella alla Regione

PERUGIA – “Ho inviato una lettera alla Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, alla Direzione regionale Salute e Welfare, ai vertici dell’USL Umbria 1 e alla Direzione del Distretto del Perugino per chiedere un chiarimento urgente sul futuro delle Aft del Perugino e, soprattutto, sulla salvaguardia dell’attività svolta il sabato e nei giorni prefestivi”. A dichiararlo è Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia con Romizi – Forza Italia, che da tempo segue il tema delle Aggregazioni Funzionali Territoriali e ne ha più volte sollecitato il potenziamento e una maggiore informazione ai cittadini.
“Nel Perugino – spiega Peltristo – sono presenti sette AFT: Perugia Centro, Madonna Alta, San Marco, Ellera, Castel del Piano, Ponte San Giovanni e Ponte Felcino. Una rete distribuita sul territorio che rappresenta un importante presidio di medicina di prossimità”.
Particolare attenzione viene posta alla fascia 8.00-14.00 del sabato e dei giorni prefestivi, quando gli ambulatori dei medici di medicina generale sono normalmente chiusi. “Questa fascia oraria – sottolinea Peltristo – ha un valore particolare perché permette ai cittadini di avere una risposta sanitaria sul territorio anche quando il proprio medico di base non è disponibile. È un servizio che può contribuire a intercettare bisogni che non richiedono il ricorso al Pronto Soccorso”.
La preoccupazione nasce dall’ipotesi che, per far fronte alle carenze di personale della Continuità Assistenziale presso il Centro Servizi ex Grocco, possano essere utilizzati medici attualmente impegnati nelle Aft nella giornata del sabato.
“Se questa ipotesi fosse confermata – afferma Peltristo – sarebbe necessario spiegare ai cittadini perché per rafforzare un servizio si dovrebbe indebolirne un altro. Non è condivisibile affrontare le carenze della Continuità Assistenziale attraverso il depotenziamento della medicina territoriale”.
Peltristo evidenzia inoltre le possibili conseguenze per le fasce più fragili della popolazione. “Concentrare la risposta sanitaria in un unico punto significherebbe aumentare gli spostamenti e creare ulteriori difficoltà soprattutto per anziani, persone fragili e cittadini con problemi di mobilità. Inoltre, bisogna valutare attentamente il rischio che una minore disponibilità delle AFT possa trasferire una parte della domanda sanitaria verso il Pronto Soccorso, già fortemente impegnato”.
Nella lettera viene quindi chiesto alla Regione e all’Usl Umbria 1 di chiarire se sia prevista una sospensione, riduzione o modifica dell’attività delle AFT del Perugino il sabato e nei giorni prefestivi, quali strutture sarebbero interessate e quali sarebbero tempi e modalità dell’eventuale riorganizzazione. “Ho chiesto anche – prosegue Peltristo – di conoscere i dati ufficiali sugli accessi alle AFT, con particolare riferimento al sabato e ai giorni prefestivi. Sono dati indispensabili per valutare concretamente l’utilizzo del servizio e assumere decisioni organizzative basate sulle reali esigenze della popolazione”.
La richiesta finale è quella di mantenere integralmente l’attività delle sette AFT, ricercando soluzioni alternative per le eventuali carenze della Continuità Assistenziale. “Le AFT devono essere potenziate, valorizzate e maggiormente pubblicizzate, non depotenziate. La sanità territoriale deve avvicinare i servizi ai cittadini e non costringerli a percorrere più strada per ottenere una risposta sanitaria. Mi auguro pertanto – conclude Peltristo – che Regione e USL chiariscano rapidamente la situazione e garantiscano la continuità del servizio del sabato e dei giorni prefestivi. Qualora l’ipotesi di riduzione fosse confermata, ritengo necessario individuare soluzioni alternative che non penalizzino i cittadini e soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione”.

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