Nel 2023 la cessione delle quote alla azienda romana e i patti parasociali alla base della “dittatura”
TERNI – In questi giorni di tensione è emerso con chiarezza il segreto di Pulcinella: il Comune di Terni ha totalmente perso il controllo di Asm. Nonostante detenga il 51% delle quote Palazzo Spada non conta niente. L’azienda è nelle mani di Acea, il socio privato che ha il controllo del Cda e che esprime l’ad Tiziana Bonfiglio. Merito dei patti parasociali stipulati a primavera del 2023 per una operazione di cessione iniziata alla fine del 2022. Sono due i padri di questa stagione: il sindaco leghista Leonardo Latini e l’assessore al Bilancio Orlando Masselli.
Sono loro a mettere in piedi l’operazione sostenuta dai consiglieri di centrodestra e non solo. Tre anni fa Acea fu accolta come un salvatore. Perché Asm era in una situazione finanziaria da cardiopalma con il pagamento degli stipendi a rischio. Una montagna di debiti. La società aveva 20 milioni da pagare all’agenzia delle entrate e dieci milioni di fatture da pagare ai fornitori, piccole aziende ternane a loro volta strozzate dai mancati pagamenti. L’arrivo di Acea ha portato due milioni e mezzo di euro spicci e la solvenza per alcune linee di credito oltre a una gestione centralizzata della casa. Asm ha insomma respirato e recuperato agibilità economica, mettendosi sulla strada del risanamento. Altissimo il prezzo pagato: la consegna delle chiavi ad Acea. Oggi il sindaco Stefano Bandecchi e la sinistra che guida la regione si rimpallano la situazione di Asm e la decisione dell’ad di dare via libera comunque al piano economico finanziario che porterà all’innalzamento delle bollette della Taric.
Una querele amministrativa ma anche politica tra vecchi e nuovi amministratori della città. I convitati di pietra il sindaco leghista e l’assessore di Fdi.


