Terni, Bandecchi senza maggioranza ma con il tempo dalla sua parte: la crisi può attendere

I magnifici 4 hanno cambiato gli equilibri di Palazzo Spada. Il primo vero ostacolo sarà il bilancio, ma la scadenza del 31 dicembre potrebbe non essere definitiva.

TERNI – La maggioranza non c’è più nei numeri, ma Stefano Bandecchi potrebbe non avere tutta questa fretta di ricostruirla. La crisi di Palazzo Spada potrebbe trasformarsi in una lunga partita di attesa, nella quale il fattore tempo gioca a favore del sindaco.
Perché un conto è perdere la maggioranza in Consiglio comunale, un altro è non poter più amministrare. E tra le due condizioni c’è uno spazio politico e istituzionale che Bandecchi potrebbe decidere di sfruttare, senza precipitarsi alla ricerca dei voti mancanti.
La legge, del resto, non prevede la caduta automatica del sindaco quando viene meno la maggioranza consiliare. La Giunta resta in carica, gli uffici continuano a lavorare e l’amministrazione può portare avanti gli atti di propria competenza. Il problema nasce quando occorre passare dal Consiglio comunale, dove ogni votazione può trasformarsi in una verifica degli equilibri politici.

La prima scadenza è il 31 dicembre
Il calendario, almeno per il momento, non sembra imporre una soluzione immediata. Il primo appuntamento realmente delicato è quello con il bilancio di previsione 2027-2029, che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre 2026, salvo eventuali proroghe nazionali.
Un’eventualità tutt’altro che inedita, considerando quanto accaduto negli ultimi anni. Se il termine venisse spostato, anche Terni potrebbe ricorrere all’esercizio provvisorio, con la gestione delle spese secondo il meccanismo dei dodicesimi e le eccezioni previste dalla normativa. La resa dei conti sul bilancio potrebbe così arrivare soltanto nei primi mesi del nuovo anno.
Senza proroga, invece, il quadro sarebbe più stringente: dal primo gennaio scatterebbe la gestione provvisoria e il mancato rispetto dei termini potrebbe mettere in moto la procedura che, se il bilancio continuasse a non essere approvato, può condurre allo scioglimento del Consiglio.

Una maggioranza da cercare voto per voto

Nel frattempo, Bandecchi potrebbe scegliere una strada diversa da quella di una ricomposizione immediata. Non necessariamente un nuovo accordo politico strutturato, ma una gestione dei rapporti consiliari costruita di volta in volta, a seconda dei provvedimenti da approvare.
Una soluzione che avrebbe inevitabilmente dei limiti, ma che consentirebbe al sindaco di non affrontare subito una trattativa con i consiglieri fuoriusciti da una posizione di necessità.
Ed è proprio qui che si inserisce la possibile strategia dell’attesa. Non forzare i tempi, lasciare che le posizioni politiche si assestino, verificare eventuali disponibilità e misurare sul campo quanto sia effettivamente compatto il fronte di chi ha preso le distanze dall’amministrazione.

Naturalmente, governare senza una maggioranza stabile significa esporsi al rischio di incidenti di percorso. Ogni passaggio consiliare importante potrebbe diventare terreno di scontro e anche una singola assenza potrebbe modificare l’esito di una votazione.
Il vero problema arriverà quando non sarà più possibile rinviare. Il bilancio non è una delibera qualsiasi: è l’atto fondamentale attraverso il quale il Comune programma entrate, spese e attività per gli anni successivi. E, soprattutto, è un provvedimento la cui mancata approvazione può avere conseguenze istituzionali ben precise.

Se Bandecchi non riuscisse a trovare i voti necessari entro i termini di legge, una volta esaurite le procedure previste, si aprirebbe la strada allo scioglimento del Consiglio comunale.

Fino ad allora, però, il sindaco potrebbe avere più margini di manovra di quanto suggerisca la fotografia politica uscita dalla rottura con i quattro consiglieri.

È questo l’aspetto forse meno evidente della crisi ternana: Bandecchi ha perso la certezza dei numeri, ma non necessariamente il controllo dei tempi. E potrebbe essere proprio questa la ragione per cui la ricerca di una nuova maggioranza non deve trasformarsi, almeno nell’immediato, in una corsa contro il calendario.
La partita resta aperta. E il sindaco potrebbe scegliere di giocarla senza scoprire subito tutte le carte.
Perché a Palazzo Spada, prima ancora di capire chi sarà disposto a sostenere Bandecchi, bisognerà vedere quando arriverà il voto che nessuno potrà più rinviare.

Nibbio h 24

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