di Marco Brunacci
PERUGIA – Insieme alle tasse, la sanità. Il calo di popolarità e di consensi (come da trend di sondaggi) della presidente Proietti, da qui parte. Come segnalato da Umbria 7 un po’ di propaganda non basta più ai cittadini. Il negare sempre, anche l’evidenza, non migliora la situazione. E’ il momento in cui sarebbe probabilmente più utile un passo indietro sulle tasse e qualche ammissione sulla sanità ma non arriva nulla.
E invece ecco l’ultimo numero che condanna la sanità umbra, in una ricerca firmata da un istituto che è tutto meno che amico dell’attuale governo nazionale, il Gimbe.
I consiglieri di opposizione, come ovvio, ci saltano sopra: “In Umbria non è più soltanto una questione di liste d’attesa sempre più lunghe, ma di cittadini che rinunciano a curarsi. Secondo la rilevazione della Fondazione Gimbe, negli ultimi 12 mesi l’11,6% della popolazione umbra ha rinunciato a una o più prestazioni sanitarie, contro una media nazionale del 9,6%. Un dato gravissimo, che colloca la nostra regione al di sopra della media italiana e certifica la portata di un problema che la Giunta regionale continua a non affrontare con risposte adeguate”.
Si ricorderà che Proietti e il Patto Avanti avevano puntato tutto- e con successo – sul mantra della sanità tradita, gridato perfino sotto gli ospedali col megafono. Accusavano Tesei e il centrodestra:
- liste d’attesa troppe lunghe. E adesso sono probabilmente quasi il doppio, ma nessuno lo sa perchè il numero è custodito a chiave da PuntoZero.
- cittadini che rinunciano a curarsi per l’inefficienza della sanità del centrodestra. E adesso il Gimbe (da sinistra) dice che l’Umbria, gestione centrosinistra, è di due punti peggiore della nazionale in quanto a persone che decidono di abbandonare le cure perchè la sanità messa in piedi dal Patto Avanti non funziona proprio.
- sanità pubblica alle corde in favore della sanità privata. E adesso la sanità privata sta tenendo a galla il sistema sanitario, tra Perugia e Terni sono state appena pagate 31 mila prestazioni ai privati. Chissà che ne pensa il dottor Del Pinto che ha portato il 3% di voti al Patto Avanti al grido “sanità solo pubblica”. Alla fine dell’anno, se Agenas e Gimbe forniscono altri dati, il titolo potrà essere: il centrosinistra privatizza la sanità in Umbria. Con sotto l’emoji della risata.
In questo contesto – freddi numeri, percentuali, precise ricerche – assume un aspetto involontariamente umoristico il comunicato un po’ da Sturmtruppen, dei consiglieri di maggioranza, che raccontano come i dati delle prestazioni sanitarie effettuate stiano migliorando.
E allora, un piccolo promemoria per evitare brutte figure ulteriori ai consiglieri del Patto Avanti:
- essendo l’Umbria la peggiore regione d’Italia, o tra le 3 peggiori per la sanità, nelle classifiche ufficiali fornite da Agenas per i 9 ultimi mesi, quindi interamente a gestione centrosinistra, ci mancava solo che un ulteriore peggioramento. Abbiamo toccato il fondo, ma adesso scaviamo?
- lo sforzo per recuperare sui gravi disagi delle liste d’attesa è nazionale, parte dal Governo, che è di stimolo e di aiuto alle Regioni. L’Abruzzo è migliorata più di tre volte tanto rispetto all’Umbria.
- i miglioramenti dell’Umbria sono, come sopra detto, tutti legati finora all’intervento pagato dal pubblico della sanità privata, che è efficiente e disposta anche a qualche piccola concessione sulle tariffe.
- i passi in avanti delle Aziende ospedaliere, Perugia in primis, sono dovuti ai sacrifici del personale, con qualcuno (pochi) che
ottiene avanzamenti di carriera e il resto che lavorano di più e basta.
Non resta che attendere il giorno in cui la Regione deciderà di lasciare la via dei comunicati con effetto umoristico e ammetterà promesse temerarie ed errori per mettersi a lavorare in un settore decisivo per tutti i cittadini.


