Approvato all’unanimità il Programma pluriennale di attività e il Documento previsionale per il 2027
TERNI – Quasi 12 milioni di euro per il territorio nel 2027. Il Comitato di indirizzo della Fondazione Carit ha approvato all’unanimità il Programma pluriennale di attività 2027-2029 e il Documento programmatico previsionale per il 2027, che mette a disposizione 11 milioni e 948 mila euro per sanità, cultura, istruzione, welfare e sviluppo locale.
«In un’epoca segnata da transizioni strutturali, frammentazioni globali e nuove sfide sociali ed economiche, la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni avverte, con rinnovata forza, la profonda responsabilità del proprio ruolo. Questo Documento Programmatico Triennale 2027-2029 – spiega il presidente, Emiliano Strinati – non è un semplice adempimento statutario, tecnico amministrativo, o un elenco di risorse da distribuire. Rappresenta, in verità, un patto fiduciario che rinnoviamo con il nostro territorio, un impegno a non essere spettatori passivi del cambiamento, ma costruttori attivi del nostro futuro comune. Siamo consapevoli che le Fondazioni di origine bancaria oggi non possono più limitarsi a operare come meri enti erogatori. Dobbiamo essere architetti di ecosistemi sociali, soggetti capaci di unire le forze migliori del territorio per tutelare il benessere della persona, arginare le disuguaglianze e liberare le energie inespresse. Per tradurre questa visione in un impatto reale e misurabile, abbiamo disegnato il nostro percorso programmatico attorno a tre direttrici importanti, tre azioni fondamentali: conoscere, rifiutando la logica degli interventi calati dall’alto per abbracciare il principio costituzionale della sussidiarietà orizzontale, ponendoci in ascolto costante delle vulnerabilità e dei talenti inespressi attraverso un dialogo strutturato con la nostra comunità di riferimento; costruire, trasformando i dati e le istanze raccolte in solide alleanze territoriali, promuovendo la co-progettazione e il potenziamento delle competenze organizzative delle nostre reti di solidarietà affinché diventino sempre più autonome e resilienti; agire, intervenendo come un vero e proprio catalizzatore di risorse per promuovere un welfare generativo, dove ogni risorsa investita non si esaurisce nell’assistenza, ma genera risultati concreti e misurabili capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e promuovere lo sviluppo del nostro territorio, lasciando un’eredità di inclusione e bellezza. La cura e lo sviluppo economico del nostro territorio, la valorizzazione della nostra identità culturale, il sostegno alle fragilità sociali e l’impulso alla ricerca scientifica sono le traiettorie che guideranno il nostro mandato. La vera sfida che ci attende non è soltanto rispondere alle emergenze del presente, ma preparare il terreno per uno sviluppo realmente equo e sostenibile. In questa logica ciascuno di voi (istituzioni, associazioni e singoli cittadini) è parte attiva di questa visione. Solo attraverso una comunità unita, consapevole e solidale potremo trasformare i bisogni in opportunità e continuare a scrivere, insieme, la storia del nostro territorio».
La quota più consistente, pari a 3 milioni e 124 mila euro, sarà destinata allo sviluppo locale. Alla salute pubblica andranno 2 milioni e 700 mila euro, mentre per arte e beni culturali sono previsti 2 milioni e 524 mila euro. Il volontariato, la filantropia e la beneficenza avranno a disposizione 1 milione e 800 mila euro, l’educazione e la formazione 1 milione e 500 mila euro, la ricerca scientifica e tecnologica 300mila.
«La Fondazione – prosegue il presidente Strinati- intende contribuire ai processi di crescita economica e di coesione sociale attraverso iniziative capaci di valorizzare le peculiarità del territorio, dare impulso al turismo sostenibile, promuovere lo sport come fattore di inclusione e aggregazione con ricadute positive sulla comunità. Ai suddetti ambiti si aggiunge la ricerca scientifica e tecnologica, inserita come settore statutario ammesso e interpretata in una prospettiva trasversale: un fattore abilitante da integrare con la sanità, l’educazione e l’innovazione sociale, favorendo collaborazioni con università e centri di ricerca, nell’intento di sostenere progetti con ricadute concrete sul territorio».


