Sette multe per 22 mila euro, 80 chili di ittico sequestrati e un ristorante etnico chiuso per gravi carenze igieniche
TERNI – Non serve stare sul litorale per finire nel mirino della Guardia Costiera. Gli ispettori della Capitaneria di Porto di Civitavecchia sono arrivati fino nell’entroterra ternano per controllare cosa finisce davvero nei piatti e sugli scaffali.In pochi giorni sono stati passati al setaccio 13 esercizi: ristoranti etnici, trattorie italiane, pescherie e supermercati di diverse catene. L’obiettivo era uno solo, verificare che il pesce venduto e servito fosse tracciato, correttamente etichettato e sicuro. Il bilancio è pesante. Sono state elevate sette sanzioni per un totale di 22 mila euro. La più salata, 10 mila euro, è andata a un supermercato dove erano ancora in vendita prodotti ittici scaduti dal 16 ottobre. Le altre contestazioni riguardano etichette incomplete o sbagliate e documenti mancanti, quelli che dovrebbero permettere di ricostruire da dove arriva il pesce e che percorso ha fatto.Nel corso dei controlli sono stati tolti dal commercio circa 80 chili di prodotti ittici. A questi si aggiungono altri 50 chili di alimenti di vario tipo, eliminati dopo le verifiche fatte insieme ai veterinari del Servizio Igiene Alimenti di Origine Animale della Usl Umbria 2.Il caso più grave è stato trovato in un ristorante etnico. Le condizioni delle cucine e dei locali dove veniva conservato il cibo erano talmente compromesse che gli stessi militari hanno chiesto l’intervento dell’Asl e il locale è stato chiuso immediatamente, per tutelare la salute dei clienti.L’operazione conferma che i controlli non si fermano ai porti e ai luoghi di sbarco. La filiera del pesce va seguita fino in fondo, fino alla vendita e alla somministrazione, anche lontano dal mare, per garantire prodotti sicuri sulle tavole e tutelare chi lavora rispettando le regole.

